Parte il mese dell’educazione finanziaria
La conferenza inaugurale si terrà a Roma il primo di ottobre. Numerosi gli eventi in programma su tutto il territorio nazionale. Previsti anche diversi seminari interattivi
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È ufficiale, anche l’Italia si è dotata di una strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. Ottobre 2018, il primo Mese dell’educazione finanziaria, è solo l’inizio di un percorso su cui ci sarà molto da lavorare ma al quale si guarda con ottimismo. Il “Mese” si è presentato ai nastri di partenza con oltre duecento iniziative gratuite in tutta Italia organizzate da oltre 30 soggetti.
I numeri sono stati presentati da Annamaria Lusardi, direttore del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, che ha colto l’occasione per ricordare l’obiettivo fondamentale della Strategia nazionale. «La Strategia mira ad assicurare – ha spiegato Lusardi – che tutti dispongano di conoscenze finanziarie di base, utili per fare scelte adeguate alla propria situazione economica e coerenti con le proprie preferenze».

Chi ha maggiori conoscenze finanziarie pianifica di più il proprio futuro, risparmia di più e investe meglio i propri risparmi, si indebita di meno e gestisce meglio il proprio debito. È questo il pensiero che sta alla base della Strategia del Comitato che, come sottolineato da Lusardi, «si rivolge a tutta la popolazione»: consumatori e risparmiatori, lavoratori dipendenti e piccoli imprenditori.
Durante l’incontro Magda Bianco, Titolare del Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca d’Italia, ha presentato i risultati preliminari del secondo censimento sulle iniziative di educazione finanziaria in Italia. Quello che emerge è un quadro ancora frammentato dove i progetti sono numerosi (circa 200, la lista è pubblicata su www.quellocheconta.gov.it) ma con un numero molto piccolo di soggetti coinvolti (mediamente 200).
L’educazione finanziaria deve lavorare insieme alla tutela pubblica. Ne è convinto Federico Signorini, Vice Direttore Generale Banca d’Italia e membro del Direttorio integrato dell’IVASS. «L’educazione finanziaria – sottolinea Signorini – non sostituisce la tutela del consumatore da parte delle leggi e delle autorità che devono farle rispettare». Un pensiero condiviso anche da Anna Genovese, Presidente vicario della Consob secondo cui «l’educazione finanziaria può contribuire a ridurre l’abusivismo finanziario» che mette in difficoltà i risparmiatori poco preparati.
