Asia, avanti tutta con la crescita
La Cina spingerà sempre di più l'economia dell'area, con minori squilibri rispetto al passato. Per i mercati finanziari i fund manager continuano ad avere una view positiva
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“A nostro avviso la stretta nelle condizioni finanziarie non farà deragliare il percorso relativamente positivo dei mercati emergenti”. E’ la premessa di Peter Eerdmans, Co-Head, Emerging Market Fixed Income di Investec Asset Management, che si concentra sulle differenze rispetto al 2013 “quando i mercati emergenti stavano rallentando dopo un lungo boom che aveva portato al surriscaldamento delle economie e a un eccessivo accumulo di credito in alcuni mercati. La situazione è diversa adesso. Le economie emergenti sono generalmente nelle fasi iniziali del ciclo, con una crescita in recupero dopo un pesante rallentamento tra il 2013 e il 2016. Di conseguenza, c’è un ritardo considerevole in molti mercati. Questo consente alla crescita di accelerare senza alimentare l’inflazione o danneggiare i deficit delle partite correnti. In più, il contesto di crescita globale rimane relativamente forte e le materie prime ricevono ampio sostegno”.
L’esperto spiega che “le valutazioni non dovrebbero mai essere considerate isolatamente, ma nel contesto fondamentale relativamente positivo di questo periodo riteniamo che il sell-off abbia apportato valore considerevole nell’asset class, specialmente nelle obbligazioni in valuta locale, dove già ritenevamo che le valutazioni fossero abbastanza convincenti. All’apice del taper tantrum – continua Eerdmans – le valutazioni delle valute emergenti si mantenevano vicine ai massimi del 2011, mentre attualmente vi è un margine tra il 15-17% nel tasso di cambio effettivo reale. Gli spread del credito sono probabilmente meno interessanti su una base meramente retrospettiva. Tuttavia, a differenza del 2013, i fondamentali del credito sono su una traiettoria positiva”.
In conclusione, l’esperto di Investec Asset Management resta costruttivo: “Nel complesso, riteniamo che l’asset class sia in una condizione molto migliore rispetto al 2013. I fondamentali e le valutazioni sono entrambi positivi e il sell-off non ha prodotto effetti secondari che possano minacciare un ulteriore ribasso dell’asset class. Non ci sembra vi siano i presupposti per un esteso mercato ribassista, anche se stiamo monitorando da vicino i rischi che potrebbero cambiare il quadro. Siamo costruttivi sull’asset class e disponiamo di un modesto sovrappeso beta nei nostri portafogli”.
