Bond e infrastrutture: così gli investitori sovrani rispondono al Covid
Trascurato l’equity, piacciono alternativi e oro. E l’83% teme i cambiamenti climatici e spinge per l’adozione dei criteri Esg. Lo studio Invesco
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Le nubi all’orizzonte si diradano e gli investitori facoltosi del nostro Paese tornano a vedere rosa e a guardare con interesse all’equity. Unica fonte di preoccupazione resta l’esito delle presidenziali Usa, in base al quale in molti puntano ad allineare i portafogli. E’ quanto emerge dall’ultimo Investor Sentiment di Ubs, che che ha coinvolto oltre 4.000 investitori facoltosi e imprenditori in 14 mercati a livello globale tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, e da cui si evidenzia con chiarezza un ritorno globale alla fiducia che procede di pari passo con l’indebolimento degli effetti negativi del Covid-19.
Continuando con il dettaglio sull’Italia, l’ottimismo degli investitori aumenta sia nel breve che nel lungo periodo. Il 66% degli intervistati dichiara infatti di essere fiducioso per quanto riguarda lo scenario dell’economia globale nei prossimi 12 mesi, contro il 49% del primo trimestre 2020. Il 73% ha inoltre dichiarato di essere ottimista per le prospettive economiche del nostro Paese sul breve termine e ben l’85% è ottimista rispetto all’outlook sul lungo periodo, ovvero i prossimi 10 anni.
In aumento del 13%, al 63%, la percentuale di coloro che ha dichiarato di essere ottimista sui titoli azionari della propria regione nei prossimi sei mesi. Da segnalare che la metà degli investitori italiani intervistati (50%) ha affermato che non apporterà modifiche al proprio portafoglio e che solo il 37% dichiara necessario focalizzarsi sulla green economy per trainare la ripresa dell’economia nel post Covid-19, rispetto a ben il 59% degli asiatici e una media europea del 47%. I tre principali temi di investimento di lungo periodo per gli italiani intervistati sono digital transformation (53%), security e safety (52%) e medical device (46%), mentre le principali opportunità di investimento a livello geografico sono: Usa (67%), Europa (66%) e mercati emergenti (66%).
Quanto elle elezioni americane, cui l’indagine Ubs dedica un focus speciale, il 70% ha dichiarato di essere molto interessato all’esito, poco al di sotto della media europea che è pari al 72%. Gli investitori italiani sono indecisi su chi sarà il vincitore delle elezioni: il 49% dice Joe Biden, il 51% “scommette” invece su Donald Trump. Ma in ogni caso ben il 62% pensa di allineare il proprio portafoglio in base a chi la spunterà.
“Nonostante il periodo di incertezza dovuto sia dal post Covid-19 che dalle elezioni americane, dall’Investor Sentiment di questo secondo trimestre emerge un ottimismo in crescita da parte degli investitori del nostro Paese, sia nel breve che nel lungo periodo – sottolinea Paolo Federici, market head di Ubs Global Wealth Management in Italia -. Infatti, il 66% degli investitori italiani si dichiara ottimista rispetto allo scenario economico globale nel breve termine e addirittura l’85% vede in maniera positiva il futuro economico dell’Italia sul lungo periodo, nei prossimi 10 anni”.
Il ritorno alla fiducia è confermato a livello globale con il 46% degli investitori facoltosi e degli imprenditori che si dice ottimista rispetto all’economia globale nei prossimi dodici mesi, in aumento dal 40% del trimestre precedente. Resta pessimista, invece, il 38%, contro il 45% del primo trimestre. Oltre la metà degli intervistati, il 52% vede rosa per quanto riguarda l’economia della propria regione nei prossimi dodici mesi, in aumento dal 46%, e il 53% è ottimista sui titoli azionari nella propria regione nei prossimi sei mesi, con un incremento dal 45%.
Tuttavia dal report Ubs emerge che una percentuale crescente degli intervistati (46%) a livello globale ha classificato le elezioni Usa tra le preoccupazioni principali, in aumento dal 39% del trimestre precedente. Inoltre, il 51% ha espresso notevoli preoccupazioni sulla politica del proprio Paese, in aumento dal 44%.
Negli Stati Uniti, si evidenzia nel recente report ElectionWatch di Ubs, delle presidenziali molto combattute potrebbero portare a una maggiore volatilità sui mercati. “Il Covid-19 rimane la principale preoccupazione degli investitori a livello globale; eppure, vi è una notevole divergenza a seconda delle regioni su cosa occorra concentrarsi nei piani post-ripresa. Se molti asiatici ed europei vedono l’opportunità di una ripresa ‘green’, gli investitori statunitensi ritengono più importante una ripresa economica tradizionale”, fa notare Paula Polito, vicepresidente di divisione presso Ubs Global Wealth Management.
Secondo Solita Marcelli, chief investment officer Americas di Ubs Global Wealth Management, “le elezioni Usa probabilmente presenteranno numerose opportunità per gli investitori, come anche maggiore chiarezza sulla direzione delle politiche della più grande economia del mondo. A prescindere dai risultati, l’impatto sui mercati finanziari sarà alla fine probabilmente prossimo allo zero, pur in presenza di una certa volatilità transitoria”.
Nel dettaglio per il 55% degli intervistati Joe Biden ha le maggiori probabilità di vincere, rispetto al 45% che ha indicato Donald Trump. Il 49% degli investitori latino-americani ha previsto una vittoria di Trump, la maggiore percentuale a livello globale, mentre il 42% degli svizzeri ha previsto una vittoria di Trump, la quota inferiore al mondo. La maggior parte degli investitori asiatici (75%) ha dichiarato che allineerà il proprio portafogli a seconda del vincitore, rispetto a una media globale del 61%. Gli investitori svizzeri sono quelli che si sono dimostrati meno inclini ad agire in questo modo, con solo il 31% di loro che ha dichiarato di voler allineare il portafoglio.
