La sostenibilità conquista il reddito fisso
Esplode l'emissione di green e social bond e di titoli sustainability-linked. Investitori a caccia del “greenium” (e non solo). Ecco dove si annidano le opportunità più interessanti
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Tra inflazione alle stelle, stretta monetaria e fiscale, appiattimento delle curve dei rendimenti, rallentamento della crescita e tensioni geopolitiche, il 2022 dei preannuncia un anno da brividi per gli investitori obbligazionari. Chi investe nel reddito fisso si trova infatti di fronte uno scenario in deciso mutamento e sta allacciando le cinture di sicurezza. Se le turbolenze sul fronte dei titoli sovrani sono ormai scontate, data la svolta hawkish delle banche centrali, per quanto riguarda i corporate bond sono in tanti a navigare a vista, dopo che la prima settimana di gennaio, complice la voglia delle aziende di approfittare dell’ultima finestra prima di un’impennata dei tassi (ufficiali e di mercato), ha fatto segnare un boom di emissioni. In sette giorni, a livello globale, sono stati raccolti 101 miliardi di dollari, appena sotto il valore del 2021 che aveva segnato il record degli ultimi 19 anni.
La previsione è però di una frenata imminente. Secondo S&P Global Ratings, il 2022 segnerà una riduzione del 2% delle emissioni obbligazionarie globali, in linea con un ritorno all’attività economica sui livelli pre-pandemici. Un po’ come se, dopo la corsa dello scorso anno, i mercati avessero bisogno di tirare il fiato: il 2021 è passato infatti in archivio con un aumento del 5,6% delle emissioni rispetto al totale del 2020, attestandosi a 9.000 miliardi di dollari sulla scorta anche di un’ottima performance nel quarto trimestre.
La causa è nota: sono cresciuti i timori che la Federal Reserve possa muoversi troppo rapidamente, in modo aggressivo o imprevedibile nella sua lotta con l’inflazione nei prossimi mesi, potenzialmente ostacolando la crescita e i profitti ed esportando all’estero una politica monetaria più restrittiva.
“Questo è l’elemento chiave a cui i mercati paiono prestare attenzione, ma la nostra ipotesi di base che i tassi di interesse aumenteranno quest’anno senza diventare restrittivi rimane per ora intatta”, evidenziano gli analisti di S&P, che mettono però in guardia dai possibili rischi “aumentati per il comparto negli ultimi tre mesi”. Tra questi, appunto, la politica di riduzione dell’indebitamento in Cina, il ritorno a una crescita tendenziale, le tensioni geopolitiche e il fatto che le aziende hanno ancora elevate quantità di liquidità a bilancio.
Sei bond rallentano, i green bond accelerano. Secondo S&P, il prossimo dicembre le obbligazioni sostenibili dovrebbero aver superato quota 1.500 miliardi di dollari a livello globale. E se costituiscono ancora una parte relativamente piccola delle emissioni obbligazionarie globali, stanno aumentando rapidamente: all’11% delle emissioni globali nel 2021, da meno del 5% tre anni prima. Nel 2022, questa quota dovrebbe crescere fino a circa il 17%.
A far da traino sarà appunto il boom dei mercati di titoli verdi e sustainability-linked, man mano che gli emittenti pubblici e privati affronteranno i propri impegni sul clima. Le obbligazioni verdi avranno volumi di emissione record, mantenendo la loro posizione come categoria dominante di obbligazioni sostenibili, ma gli esperti prevedono anche una crescita sostenuta delle altre categorie di prodotti, tra cui social bond e sustainability bond, che continueranno a differenziarsi e tradursi in nuovi progetti a sostegno dell’agenda Sdg 2030.
“La crescita in questi mercati sarà il risultato risultato della significativa domanda degli investitori, degli sviluppi normativi per aiutare a standardizzare il mercato, e del desiderio degli emittenti di diversificare la loro base di investitori e di ottenere potenzialmente condizioni di prezzo favorevoli”, si legge nel report. L’impennata di emissioni riporterà però al centro del dibattito il problema degli standard. “Con l’aumentare della diversificazione e dell’innovatività nelle strutture dei bond sostenibili – scrivono infatti gli analisti Usa -, sarà fondamentale garantire una maggiore integrità e credibilità in tutto il mercato. Gli sforzi per stabilire e incoraggiare ulteriormente l’adozione di standard chiari, regolamenti e requisiti di divulgazione saranno fondamentali”.
Infine, è previsto un ritorno alla normalità per quanto riguarda i fallen angel. S&P stima negli Stati Uniti e nell’area Emea un aumento dei declassamenti, che segnerà un ritorno ai livelli consueti con il protrarsi degli effetti della pandemia: dopo essere scesi a un minimo di 10 anni nel 2021, saliranno quest’anno a 87 miliardi di dollari, più in linea con la media annuale.
“I viaggi e il tempo libero continuano a soffrire l’impatto della pandemia, poiché la rapida diffusione della variante Omicron rallenta la domanda turistica, pesando sulla ripresa del settore e di Boeing Co, il più grande possibile fallen angel”, avvertono gli esperti.
L’M&A resta invece un’incognita per la qualità del credito con rating BBB nel 2022: politiche fiscali sempre più aggressive potrebbero indebolire la qualità, ma un aumento dei costi di finanziamento potrebbe rallentare il ritmo delle acquisizioni finanziate a debito.
“Le possibili rising star per il 2022 sono un mix di new e old economy: Tesla Inc. si unisce a Ford Motor Co. e Kraft Heinz Co., che potrebbero diventare entrambe round-trip rising star dopo essere state declassate a speculative grade nel 2020”, concludono da S&P.
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