Coronavirus, i fondi non si fermano
In linea con la richiesta presentata da Assogestioni, il decreto ministeriale rafforzato per arginare i contagi consente alle Sgr di operare in continuità
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Come tanti altri settori, anche l’asset management ha vissuto giorni difficili in balia dell’ondata di coronavirus che ha travolto l’Europa e tutte le maggiori economie occidentali da febbraio in poi.
In Italia i protagonisti dell’industria si sono adoperati per assicurare a clienti e investitori lo stesso adeguato livello di servizio. Non tutti, però, sono rimasti immuni al virus che dilagava nel Nord del Paese e poi in tutte le altre regioni. Fra questi, Andrea Boggio, country head per l’Italia e deputy head of continental european sales di Jupiter Asset Management.
Raggiunto virtualmente da FocusRisparmio, il manager ci racconta la sua esperienza con il coronavirus, la “macchina da guerra perfettamente organizzata” che ha trovato negli ospedali milanesi e come con l’aiuto di medici e infermieri è riuscito a sconfiggere il virus e ora si riavvia alla ripresa della normalità.
Credo che la drammatica situazione della crisi Covid abbia impattato più l’aspetto relazionale dell’asset management che quello operativo. Società moderne e ben organizzate come Jupiter sono riuscite ad operare perfettamente sui mercati senza che una sola persona fosse presente negli headquarter.
Molto diverso (e difficile), invece, è stato l’essere vicini ai clienti senza la possibilità di incontrarli. La tecnologia aiuta molto ma una videochiamata o un webinar non saranno mai come un incontro di persona. Tuttavia, essere vicini ai clienti in periodi di difficoltà rimane un aspetto strategico imprescindibile.
Quando si vivono esperienze di difficoltà, è inevitabile che le persone riscrivano la propria scala di valori. Si riesce a vedere la propria vita in maniera più distaccata ed in qualche modo più oggettiva. Per quanto mi riguarda gli affetti e le amicizie hanno guadagnato ulteriormente terreno a discapito delle problematiche quotidiane che all’improvviso ti sembrano solo piccole sciocchezze di nessun conto. Non ho scoperto nulla di nuovo in me; ho riscoperto e messo in campo la mia grande energia e positività
La mia esperienza è stata eccellente. Appena entrato nell’ospedale San Raffaele mi sono reso conto di trovarmi in una “macchina da guerra” perfettamente organizzata. Ed erano i giorni più difficili, quelli del picco dei contagi e dei ricoveri. Durante tutto il mio percorso in due diversi reparti del Pronto soccorso e nel reparto Covid-19, ho sempre avuto la stessa impressione: perfetta organizzazione, estrema professionalità, dedizione, grande competenza. Nonostante non vi fossero protocolli ufficiali da seguire per le cure.
Con grande piacere: vi ammiro molto per la dedizione, la professionalità, la cura e l’amore che mettete quotidianamente in quello che fate, pur sapendo di rischiare la vita. Perché di questo si tratta. Siete un esempio per tutti i lavoratori, magari per quelli che si lamentano per problemi inesistenti.
Il mio auspicio, che credo sia un po’ quello di tutti, è che la mia vita possa tornare presto ad essere quella di sempre, anche se in buona parte a livello personale ciò è già successo. La consapevolezza nuova che mi porto dentro è che vi sono tante persone che lavorano con incredibile dedizione, incuranti dei rischi perché amano il prossimo e ciò che fanno. È stata un’ottima occasione per portare tutto ciò a livello razionale.
Direi che non cambia nulla. Ho avuto ed ho tuttora la fortuna di lavorare in una azienda molto tecnologicamente avanzata, che ha permesso a me ed a tutti i miei colleghi nel mondo di lavorare senza alcun problema da casa.
Credo che questa ferita sarà lunga da curare, ci vorranno mesi, forse anni per ritornare ad una quotidianità che riequilibri le interrelazioni sociali. Sono convinto che faremo più attenzione al tempo che dedichiamo ai nostri affetti ed ai nostri legami affettivi e di amicizia, essendone stati privati per lungo tempo. Forse metteremo da parte nel lungo periodo quelli più superficiali. Sicuramente saremo tutti più tecnologicamente pronti a relazionarci con il mondo! E magari più inclini ad una videochiamata che ti evita di salire su un aereo.
