“Consulenti, state vicino ai risparmiatori”
Efpa Italia scrive a professionisti e risparmiatori: i consulenti finanziari hanno competenze adeguate per gestire l’emotività e fare le scelte giuste
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Il panico da coronavirus ha innescato una crisi dei mercati che appare già peggiore di quella del 2008 – almeno in termini di performance a breve termine. A maggior ragione, i risparmiatori devono percepire nel consulente finanziario uno sguardo sicuro, che punta oltre. Questo, in sintesi, il messaggio che Efpa Italia lancia ai consulenti certificati sia ai professionisti interessati a intraprendere il percorso di formazione che porta al riconoscimento Efpa.
Nel settembre del 2008, nel bel mezzo di quella che è stata denominata successivamente la Grande Crisi Finanziaria, in molti si chiedevano perché i mezzi di comunicazione continuassero a paragonare quanto stava accadendo agli avvenimenti degli anni ‘30, rievocando un periodo entrato nella storia come uno dei più neri per l’economia.
A questa domanda, Bert Ely, capo della società di consulenza finanziaria Ely & Company, nelle pagine del The News York Times, rispose: “Questa convinzione è legata alla percezione. Forse perché ci siamo dentro, l’attuale crisi sembra durare più a lungo e creare maggiore ansia tra le persone rispetto a quanto fatto dai problemi delle società di risparmio e prestito negli anni ‘80 o dalle più recenti crisi degli anni ’90. Tra cinque anni, se tutto finisce bene, l’attuale crisi potrebbe essere giudicata meno severamente”.
Al di là delle effettive difficoltà che l’economia globale ha dovuto superare all’inizio del secolo, e dunque andando oltre a una possibile retorica sulla legittimità o meno di paragonare quella che è stata poi definita come la Grande Crisi Finanziaria a quanto avvenuto negli anni ’30, è fondamentale considerare l’aspetto psicologico che interviene nell’interpretazione di ciò che accade. Quando si vive una situazione in prima persona, si è naturalmente portati a lasciarsi influenzare dagli eventi. Non a caso è uso comune citare il Manzoni nel dire: “Ai posteri l’ardua sentenza”.
L’aspetto emotivo colpisce sia gli investitori sia i professionisti, chiamati a dare una lettura della situazione attraverso i messaggi che provengono dai mezzi di comunicazione, dagli esperti o dai colleghi. Nei momenti di forte turbolenza dei mercati, con picchi di volatilità al rialzo o al ribasso, si rende tuttavia ancora più evidente l’importanza del ruolo del consulente finanziario, così come la validità del lavoro fatto finora in materia di educazione finanziaria.
Non si può sapere infatti con certezza cosa porterà il futuro, ma si può imparare molto dal passato. Il consulente finanziario deve aver piena consapevolezza dei propri mezzi, ponderando il proprio giudizio sulla base della sua esperienza e della sua preparazione. Il professionista possiede le giuste chiavi di lettura, i mezzi adeguati a decifrare ciò che succede vedendo le opportunità oltre gli aspetti critici di breve periodo. Deve però essere in grado di trasmettere tutto ciò ai suoi clienti, facendo leva sul rapporto di fiducia venutosi a creare nel tempo.
La situazione attuale sottolinea quindi il valore per un consulente finanziario di investire in maniera continuativa nella propria preparazione e di ampliare le proprie conoscenze sia tecniche che relazionali. Un professionista competente è una figura in grado di accompagnare il cliente anche nei periodi più difficili, quando le paure dell’investitore potrebbero acuire gli effetti di comportamenti innati, ma potenzialmente inefficienti e dannosi.
Il conseguimento di una certificazione Efpa, che attesta il livello di conoscenze e competenze del consulente finanziario, rappresenta un ulteriore sicurezza per l’investitore, che deve essere reso partecipe di come questa rappresenti un simbolo di qualità e impegno continuo.
