Emergenti, ecco come possono beneficiare dell’aumento degli inflow
Biggs (Gam): “Un aumento dei flussi in ingresso alimenterebbe la liquidità interna, sosterrebbe la crescita del credito, riporterebbe l’impulso di credito in territorio positivo”
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“La Cina ha sul suo territorio alcune delle città più inquinate del mondo, compresa la capitale. Sembra dunque quasi ironico che l’Asian corporate governance association abbia scelto proprio Pechino come sede dell’ultima conferenza annuale sui fattori ambientali, sociali e di governance (Esg)”. Jerry Goh, investment analyst equities Asia di Aberdeen Standard Investments, spiega che, nonostante diversi ostacoli da superare, le aziende cinesi si stanno evolvendo in merito alla sostenibilità, grazie a nuove regole, maggiore impegno e un graduale miglioramento nella divulgazione delle informazioni nei confronti degli investitori.
Per l’autore, per prima cosa, in Cina “manca un ecosistema interno, ovvero una cornice normativa, in grado di guidare gli investitori all’integrazione dei fattori Esg nelle decisioni di investimento. Per molte aziende cinesi avere a che fare con le tematiche Esg significa adempiere passivamente ad obblighi burocratici di compliance, mentre non viene compreso il contributo importante che può offrire il reale impegno in questo campo per esempio nella gestione del rischio o nel miglioramento della performance aziendale sul lungo periodo”.
Nonostante questo “le società quotate alla Borsa di Shanghai stanno migliorando sul piano della divulgazione dell’informativa, consapevoli del crescente interesse per le istanze Esg. I funzionari della SSE (Shanghai Stock Exchange) hanno spiegato che sono circa 500-600 le società cinesi che oggi pubblicano un bilancio di responsabilità sociale, in cui illustrano i criteri di sostenibilità, gli obiettivi di riduzione dei gas a effetto serra e gli strumenti utilizzati per contenere i rischi correlati ai fattori Esg”.
“Si tratta solo dei primi passi, ma li interpretiamo come un segnale di progresso e di buon auspicio per il futuro”, conclude Goh.
