Warren Buffett compie 93 anni, ma nonostante l’età che avanza non perde il suo tocco magico che gli è valso il soprannome di “Oracolo di Omaha”, tanto che la sua Berkshire Hathaway veleggia in Borsa sui massimi storici dopo aver toccato un nuovo record di utile operativo.
In agosto, le azioni di classe A hanno toccato un massimo storico al valore stellare di 551.920 dollari per azione, mentre quelli di classe B si sono attestate su un record di 362,58 dollari dopo l’annuncio di forti risultati trimestrali. A questi valori, Berkshire si è aggiudicata la palma di titolo non tecnologico con la maggiore capitalizzazione al mondo.
Così il guru può permettersi di festeggiare questo notevole traguardo di vita assieme i notevoli traguardi professionali della sua holding, acquistata nel 1965 quando non era altro che una compagnia tessile che navigava in cattive acque. L’investimento non si rivelò particolarmente felice, al momento, perché anche se il prezzo di acquisto delle azioni era molto basso – del resto, Buffett è sempre stato un investitore value – non ci fu modo di risollevare il business tessile della società in versione standalone.
Ma Buffett prese atto dell’errore, trasformò la società in una holding di partecipazioni e intraprese una campagna di investimenti che lo avrebbe portato a diventare uno degli investitori più importanti e più seguiti della storia finanziaria. Del resto, rispetto al prezzo di chiusura dell’anno 1965, quando Berkshire valeva 19 dollari per azione (e poco più di 7 quando Buffett aveva iniziato a rastrellare i titoli), non si può dire che l’oracolo di Omaha non sia riuscito in una magia: considerando i prezzi attuali, il valore è stato moltiplicato centinaia di migliaia di volte. Il ritorno totale dal 1965 a oggi è stato del 3.787.464% contro il 24.708% del benchmark S&P500.
Del resto, Buffett non è un tipo che si accontenta, né che tira i remi in barca con l’avanzare dell’età. Nell’ultimo anno, il tycoon è stato particolarmente attivo, con una serie di astuti acquisti sul mercato giapponese a prezzi competitivi, e mosse che gli hanno permesso di navigare efficacemente un contesto di tassi di interesse in rialzo. Buffett anzi si è distinto come uno dei pochi investitori che è riuscito a trarre vantaggio dall’aumento dei tassi, grazie alla sua montagna di liquidità, pari a 147 miliardi di dollari a fine giugno, che ora gli sta fruttando un sostanzioso rendimento grazie al fatto che i tassi a breve termine hanno superato il 5%.
Nel frattempo, il leggendario investitore ha anche continuato a puntare sul suo titolo preferito, Apple, che, dopo il rally del 40% di quest’anno, occupa ora metà del portafoglio azionario di Berkshire. Buffett paragona il produttore di iPhone a un’azienda di prodotti di consumo e ha dichiarato di essere attratto anche dai suoi grandi programmi di buyback. In effetti, la scommessa su Apple ha fatto guadagnare a Berkshire oltre 100 miliardi di dollari dal 2016 a oggi.
Si sono rivelati felici anche gli acquisti su
cinque trading house giapponesi, ovvero
Itochu, Marubeni, MItsubishi, Mitsui e Sumitomo, che sono titoli con dividendi generosi e utili in crescita (in più, con una struttura da conglomerato, proprio come Berkshire), che sono stati l’anticipazione di un forte rally del Giappone.