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“In assenza di perturbazioni rilevanti registrate sui mercati nel mese di agosto aumenta l’ottimismo degli operatori finanziari relativamente all’andamento della Borsa per i prossimi sei mesi”. È il commento di Luigi Belluti, presidente di Assiom Forex, ai dati emersi dal sondaggio di agosto condotto dall’Associazione fra i suoi associati in collaborazione con Radiocor Plus.
Il cielo dei mercati è sereno, o almeno è ciò che sembra. Per gli intervistati, infatti, gli indici dovrebbero riuscire a far registrare nuovi rialzi o, come minimo, mantenere questi livelli. La quota di coloro che vedono i mercati stabili o in rialzo nel prossimo semestre è pari all’83%, con un incremento del numero di ottimisti, in salita di 4 punti percentuali.
Nemmeno il super-euro, che mette a segno un rialzo di circa il 13% da inizio anno, sembra scalfire il buon umore generale nonostante la forza della moneta unica abbia effettivamente suscitato il timore che ciò possa ostacolare il rafforzamento dell’inflazione.
Entrando più nel dettaglio dei dati, il 43% dei professionisti Assiom Forex che hanno preso parte al sondaggio attende nuovi rialzi nel corso dei prossimi mesi, che per il 42% saranno compresi fra i 3 e i 10 punti percentuali mentre per un ulteriore 1% saranno superiori al 10%. Per il 40% degli operatori i mercati rimarranno stabili, una definizione che include variazioni massime del 3% sia al rialzo che al ribasso. Invece, per il 17% sono possibili ribassi compresi fra il 3 e il 10 per cento. Infine, gli operatori intervistati escludono ribassi di entità maggiore.
Sul fronte dei cambi l’euro, ormai giunto a quota 1,20 sul dollaro, nei prossimi mesi dovrebbe rallentare il passo di marcia. Infatti, per il 40% degli operatori che hanno preso parte al sondaggio, l’euro dovrebbe infatti rimanere stabile rispetto al dollaro mentre il 31% attende un ridimensionamento della divisa unica. C’è però un 29% che invece non esclude nuovi rialzi.
Tuttavia non si teme che l’euro forte possa minare il rafforzamento della ripresa italiana. Per la maggioranza degli aderenti al sondaggio (il 55%) la sua corsa dovrebbe essere ormai al capolinea. Secondo gli operatori il mercato dei cambi troverà presto un nuovo equilibrio. Per ora, l’impatto prodotto dal rafforzamento della moneta sulle nostre esportazioni è stato limitato. Eppure questa visione non è unanime. Infatti, per il 45% degli operatori il super-euro rappresenta una minaccia per l’economia italiana e per l’impatto negativo che avrebbe sulle nostre esportazioni.
E lo spread? Per il 53% degli operatori, Il differenziale fra Btp e Bund dovrebbe restare nell’attuale soglia di oscillazione compresa fra i 150 e i 175 punti. Per il 21% è possibile una discesa fra i 100 e i 150 punti mentre per i più ottimisti si ipotizza un ritorno sotto i 100 punti. C’è anche chi vede il differenziale in salita: il 17% ritiene probabile una risalita fra i 175 e i 200 punti e un 7% non esclude uno sforamento dei 200 punti.