Credito, gli investitori cercano protezione
Treasury ai minimi storici, corsa ai Cds e nuove emissioni in difficoltà: lo stress sul mercato del credito è evidente e richiede cautela. L’analisi di TwentyFour Am
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“È difficile fare previsioni, specialmente riguardo al futuro”, diceva il fisico Niels Bohr. E mai tale riflessione fu tanto azzeccata quanto ora in rifermento ai mercati obbligazionari. Con la compressione dei rendimenti che c’è stata, infatti, le performance molto positive degli ultimi anni sono qualcosa di irripetibile oppure ci sono ancora opportunità di rendimento simili? “Sbilanciarsi e rispondere a questa domanda è difficile – premette Luca Tobagi, Cfa, investment strategist di Invesco -, ma bisogna provarci, perché l’asset class obbligazionaria è di enorme rilevanza nella costruzione di portafogli diversificati inoltre sappiamo che occupa un posto speciale nel cuore dei risparmiatori italiani”.
La buona notizia, secondo lo strategist, è che pur non avendo una sfera di cristallo funzionante disponiamo di abbondanti informazioni sui rendimenti passati e soprattutto di una metrica fondamentale che riguarda il futuro: il rendimento a scadenza (yield to maturity). “Il mondo obbligazionario, del reddito fisso, infatti, si chiama così perché l’investitore che acquista un’obbligazione e la tiene fino alla scadenza sa esattamente quale rendimento otterrà mediamente ogni anno se il debitore paga puntualmente: il rendimento a scadenza – evidenzia -. Possono esserci oscillazioni anche forti nel breve periodo, ma se si mantiene l’investimento fino alla scadenza, il rendimento composto che si otterrà, calcolato su base annualizzata, è lo yield to maturity”.
“Quindi ho fatto il seguente esperimento – prosegue -: ho calcolato la performance total return di alcuni indici obbligazionari dal 30 settembre 2016 a fine 2019. La data iniziale è il momento in cui il rischio di deflazione si è fortemente ridotto, perché l’indice dei prezzi alla produzione è svoltato da negativo a positivo in molte aree del mondo: Usa, Cina, Eurozona e Regno Unito. Tale circostanza, a mio parere, era molto favorevole agli investimenti obbligazionari a spread: obbligazioni societarie ad alto merito di credito e ad alto rendimento, obbligazioni emergenti. Guardando al futuro possiamo aspettarci rendimenti obbligazionari in linea con gli ultimi tre anni e tre mesi se il debitore paga”.
“Almeno per l’obbligazionario societario ad alto rendimento Usa e per l’aggregato emergente in valuta forte, non appare affatto scontato che ci siamo ‘mangiati in anticipo’ la performance futura, cosa che invece appare più realistica per i governativi di area Euro”, assicura quindi Tobagi. Certo, è difficile fare previsioni sul futuro, ma in realtà, come mostrano le revisioni ricorrenti sul Pil di molti Paesi importanti secondo l’esperto è difficile farle anche sul passato. Ma facile o difficile che sia, nessuno ci vieta di provare a fare il miglior uso possibile delle informazioni di cui disponiamo.
