SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 23 OTTOBRE 2026
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Presidenza Bce, parte la corsa alla successione di Lagarde
Il portavoce dell’Eurogruppo ha comunicato ieri che il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis ha chiesto ai 21 Stati membri dell’euro di indicare i nomi dei loro candidati alla presidenza della Banca centrale europea e di farlo per venerdì 6 novembre. La gara alla presidenza della Bce è dunque ufficialmente aperta a mettere in moto la procedura di nomina è stata la stessa presidente Christine Lagarde quando i129 ottobre ha comunicato al presidente portoghese del Consiglio europeo António Costa che lascerà il suo incarico come numero uno della Bce i17 febbraio 2027. L’iter della nomina I16 novembre è la data ultima per i 21 Stati membri dell’Eurogruppo per presentare i candidati alla presidenza della Bce. Al momento non risulta in via ufficiale che l’Italia proporrà un proprio candidato o candidata.
Isabella Bufacchi, Il Sole 24 Ore
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Midterm, che cosa insegna la storia dell’indice S&P500
L’SeP 500 tende a registrare risultati positivi sia dopo le elezioni di metà mandato sia dopo quelle presidenziali. Secondo un’analisi di Cnbc sui rendimenti dell’indice successivi alle consultazioni svolte tra il 1980 e il 2024, lo SeP 500 ha guadagnato in media lo 0,2% dopo un giorno e 1′ 1,1% dopo un mese, considerando insieme elezioni presidenziali e di metà mandato. A un anno dal voto, il rialzo medio è stato del 13,7% dopo le elezioni di midterm e del 13,8% dopo le presidenziali. I rendimenti sono stati positivi nel 91% dei casi. Inoltre, l’SeP 500 ha chiuso in rialzo l’anno successivo a tutte le 11 elezioni di metà mandato svoltesi tra il 1982 e il 2022.
Elena Dal Maso, Milano Finanza
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Debito, inflazione e dazi: i conti che non
Storicamente le elezioni statunitensi si decidono alla cassa. Il conto presentato ai consumatori americani dall’amministrazione Trump è piuttosto salato: a causa dei dazi e, soprattutto, della guerra in Iran, da sette mesi l’inflazione è al di sopra del 3% e in un anno il prezzo del diesel è salito quasi del 70%, quello della benzina del 38%. Alimentato dai tagli fiscali e dalla spesa per la difesa, il debito pubblico ha superato i 4o mila miliardi e costa 3 miliardi di interessi al giorno. D’altra parte, la disoccupazione è molto bassa (4,2%) e la crescita dell’economia Usa resta molto forte (+3,4% nel terzo trimestre), benché distribuita in maniera ineguale. I lavoratori americani stanno ricevendo sotto forma di salari il 52,9% della ricchezza prodotta, il dato più basso dal 1947. Una fetta crescente sta andando invece a remunerare il capitale, ossia gli investitori in Borsa, a cominciare dai magnati vicini alla Casa Bianca.
Corriere della Sera
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