SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 9 GIUGNO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Lo spread vola a 230 punti: scatta subito il test per l’Eurotower
La chiusura del piano di riacquisti, l’annuncio di una serie di aumenti dei tassi che inizieranno dai 25 punti base di luglio, potrebbero anche accelerare fino a 50 punti a settembre e proseguiranno poi in modo «graduale ma sostenuto», indicazioni limitate (e forse anche poco convincenti) sul meccanismo per evitare la possibile frammentazione dell’area euro. Non servirebbero ulteriori elementi per spiegare perché ieri l’annuncio della Banca centrale europea (Bce) e le parole della presidente Christine Lagarde siano stati accompagnati da un calo dei mercati azionari, da un rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato e da un allargamento degli spread dei Paesi periferici Il bilancio finale parla di perdite dell’1,90% per Piazza Affari, che si piazzata all’ultimo posto in un’Europa generalmente sofferente (-1,73% Francoforte, -1,49% Madrid e -1,40% Parigi), e di un BTp decennale che si è spinto ai massimi dal 2014 fino oltre 113,70 percento…
Maximilian Cellino, Sole 24 Ore
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La trappola di Putin contra Lagarde. Ora per l’Italia cambia tutto
La persona più influente per le scelte della Banca centrale europea oggi non siede a Francoforte, né in una delle capitali dell’area euro. Quella persona sta al Cremlino: l’accelerazione decisa ieri dalla Bce nell’alzare i tassi d’interesse a luglio e settembre e poi continuare — in modo «graduale ma sostenuto», — deriva in primo luogo da Vladimir Putin. È lui ad aver scatenato una guerra che impedisce al costo di gas, petrolio, fertilizzanti o grano di scendere, anzi tende a proiettarli in alto. La Bce non fa che reagire all’onda lunga di rincari, prodotti o aggravati dalla guerra, su beni che l’Europa compra dal resto del mondo. In questo l’area euro non somiglia agli Stati Uniti, anche se in entrambe le aree l’inflazione corre un po’ sopra l’8%. Lì i sussidi federali da 2.800 miliardi hanno surriscaldato l’economia fino a un aumento della domanda interna di quasi il 7% rispetto agli anni pre-Covid. In area euro invece siamo a stento tornati ai livelli di consumi e investimenti di prima della pandemia, secondo i dati della Commissione Ue. Si può pensare all’inflazione europea più come a una tassa da circa due punti di prodotto interno lordo che paghiamo ad Arabia Saudita, Algeria, Norvegia o a Putin stesso per materie prime il cui prezzo oggi è andito dal rombo dei cannoni nel Donbass…
Federico Fubini, Corriere della Sera
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Svizzera e Lussemburgo apripista sui digital bond
Il mercato del reddito fisso diventa digitale. La Borsa svizzera e il listino del Lussemburgo hanno collocato i primi bond utilizzando la blockchain. Le iniziative sono state lanciate negli scorsi mesi dopo avere testato le infrastrutture in pandemia. Al momento prodotti quotati in forma digitale si contano sulle dita di una mano; tuttavia, banche e istituzioni finanziarie stanno studiando progetti pilota per il prossimo passo verso la digitalizzazione. Nessuna delle due realtà utilizza per ora le criptovalute: «Ci stiamo pensando», ammette Martin Weithofer di SDX, la piattaforma digitale di SIX Digital Exchange la Borsa svizzera, basata a Zurigo. Il listino lanciato lo scorso gennaio dopo 4 anni di test, è regolamentato dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari svizzeri (FINMA) ed è un’entità controllata dalla stessa Borsa. Su di esso possono essere quotati sul mercato primario sia bond sia azioni digitali per poi essere scambiati sul mercato secondario. Il lancio è avvenuto con la quotazione dell’obbligazione di Six Group, società che fornisce infrastrutture al mercato finanziario svizzero: «È un primo passo, entro l’anno potrebbero essere quotati 5-6 bond», ha aggiunto Weithofer, presente al convegno annuale di Icma (International Capital Market Association) …
Mara Monti, Sole 24 Ore
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