La manager punta a titoli ciclici in vista della ripresa, e a settori in cui le innovazioni tecnologiche porteranno disruption secolare. Sul paniere tematico, focus su lotta alle emissioni e tutela delle foreste
Geraldine Sundstrom, portfolio manager, Asset Allocation di Pimco
Questa settimana la rubrica “Alla ricerca di Alpha” ospita Geraldine Sundstrom, portfolio manager, Asset Allocation di Pimco. Il fondo da lei gestito, il PIMCO GIS Dynamic Multi Asset Fund (DMAF), “mira a generare rendimenti interessanti aggiustati per il rischio, cercando realmente di appianare per gli investitori l’andamento dei rendimenti, aiutandoli così a rimanere investiti durante l’intero ciclo economico”. Il fondo, spiega Sundstrom, è stato progettato “pensando alla flessibilità e all’agilità, poiché sappiamo che i mercati e il rischio non sono costanti, né tantomeno sempre attraenti”.
Il fondo investe in un ampio spettro di mercati e aree geografiche, comprese le azioni, i titoli di stato, le obbligazioni societarie e le valute attraverso le analisi degli specialisti di mercato e di settore di Pimco. Non è vincolato a un indice tradizionale e i gestori hanno “la possibilità di adattare significativamente le esposizioni nel corso dei cicli economici e dei contesti di mercato per cercare di offrire agli investitori un andamento più stabile del rendimento. La gestione del rischio è ovviamente parte integrante della costruzione del portafoglio con la filosofia che si vince non perdendo”, spiega la manager.
Qual è il vostro outlook per i mercati nel 2021 e dove ritenete che si trovino le migliori opportunità di investimento del momento?
La previsione predominante dei partecipanti al mercato è che nel 2021 tornerà una forte crescita economica positiva e con questa inizierà un nuovo ciclo economico. Le mosse di portafoglio tradizionali per investire all’inizio del ciclo consistono nell’aumentare il rischio a discapito dei beni rifugio, e di esporsi ai ciclici rispetto ai difensivi. Questo tipo di rotazione del portafoglio non è l’aspetto in cui ricercare le differenze o le opinion discordanti tra le varie raccomandazioni che vengono fatte, piuttosto bisogna cercarle nelle sfumature più qualitative. Anche se si può essere tentati di riutilizzare il vecchio ricettario, per noi in realtà è ovvio che il cambiamento stia avvenendo in questo istante e anche più velocemente di quanto avremmo pensato solo pochi mesi fa.
Il cambiamento è stato accelerato dai governi di tutto il mondo come mai è successo prima e viene ulteriormente accelerato dai regolamenti sulle emissioni Net-Zero, dagli ampi deficit fiscali e dagli stimoli fiscali orientati a una nuova normalità.
Tendiamo a pensare che questi cambiamenti nel tempo avvengano in modo lineare, ma oggi, il cambiamento è più veloce del solito proprio perché i governi di quasi tutti i Paesi del mondo stanno fissando obiettivi e traguardi e distribuiscono finanziamenti “liberi e facili” direttamente o indirettamente attraverso le banche centrali.
Quali sono i principali fattori di rischio da tenere in considerazione quando si investe in una fase come quella attuale?
Stiamo tenendo d’occhio l’evoluzione della pandemia che purtroppo sta diventando particolarmente virulenta con le ultime mutazioni. La recrudescenza ha danneggiato gravemente il settore dei servizi, ma a differenza della primavera del 2020, il settore manifatturiero a livello globale è rimasto forte. In effetti, il Pmi flash di gennaio ha mostrato un settore manifatturiero vivace, con dati incoraggianti sia sul fronte della produzione che dei nuovi ordini, ben al di sopra delle aspettative sia in Europa sia negli Stati Uniti. Inoltre, i dati sulle esportazioni fisiche dalla Corea del Sud e da Taiwan indicano un’attività robusta guidata dal settore tecnologico.
Inoltre, Pimco ha recentemente rilasciato il suo outlook ciclico e abbiamo riconosciuto tre rischi chiave rispetto allo scenario di base di un rimbalzo della crescita: in primo luogo, l’affaticamento fiscale (nel momento in cui i governi torneranno a un atteggiamento più cauto) sarebbe un rischio significativo per la prevista ripresa economica, in particolare nella seconda metà di quest’anno e ancora di più nel 2022. Inoltre, con la Cina che mostra un forte slancio di crescita nel 2021, ci aspettiamo che i politici si concentrino nuovamente sul deleveraging nel corso di quest’anno. Vediamo un rischio di irrigidimento eccessivo, che potrebbe causare un rallentamento della crescita più brusco del previsto. La maggiore incertezza nelle prospettive economiche deriva dalle potenziali ferite ancora non curate che potrebbero inibire, o addirittura impedire, un rapido ritorno ai livelli pre-pandemici della spesa dei consumatori, nonché degli investimenti aziendali e delle assunzioni.
In sintesi, la strada verso la ripresa è ancora lunga ma le banche centrali rimangono estremamente accomodanti, il sostegno fiscale è in arrivo e ogni giorno più persone ricevono il vaccino. Terremo d’occhio anche le trimestrali dell’ultimo periodo del 2020, che conterranno messaggi importanti sulla forma e la natura della ripresa, così come i piani di spesa in conto capitale.
Lo scorso anno, la pandemia ha accelerato molti trend di disruption. Qual è stato l’impatto di questa accelerazione sui mercati e quali opportunità ne sono emerse?
Nel maggio 2019, nel Secular Outlook di Pimco, abbiamo identificato un quadro di disruption che sarebbe stato determinante nei prossimi anni, tra cui l’ascesa della Cina, il populismo, la tecnologia e i rischi legati al clima. È importante notare che queste forze probabilmente sconvolgeranno molti modelli di business e creeranno sostanziali variazioni dei prezzi nel tempo. Come suggerito, molto è cambiato dal 2019, forze di disruption e incertezze radicali si sono effettivamente verificate nel 2020, anche se sono scaturite da una fonte inaspettata, la pandemia COVID-19, che ha causato la più profonda recessione economica dalla Grande Depressione e ha scatenato risposte di politica fiscale e monetaria senza precedenti.
Nel nostro recente Secular Outlook 2020, abbiamo concluso che il quadro di disruption disegnato rimane intatto e, semmai, la pandemia ha accelerato le nostre previsioni. I pacchetti di stimolo messi in atto in tutto il mondo stanno mettendo il turbo a questi temi, evidenziando ulteriormente la necessità di essere selettivi per identificare i vincitori del prossimo decennio. Siamo particolarmente entusiasti delle opportunità che si stanno creando grazie all’onda verde che sta cavalcando la ripresa, iniziata la scorsa primavera e che oggi assomiglia più a uno tsunami. I rischi legati al clima, che abbiamo inizialmente identificato come un elemento di disruption super secolare e che sono diventati probabilmente un tema ciclico – lo vediamo riflesso nei pacchetti fiscali di tutti i principali Paesi – e gli obiettivi più ambiziosi di riduzione delle emissioni inquinanti, tra le altre misure più specifiche. Il Giappone, il quinto maggior produttore globale di CO2, si è impegnato a diventar carbon-neutral entro il 2050, esattamente come l’Europa.
È importante notare che l’87% del fabbisogno energetico del Giappone è attualmente coperto dai combustibili fossili, il che illustra quanto sia ambizioso l’obiettivo. Il nuovo governo Suga sta dimostrando di essere deciso e audace quando si tratta di politiche ambientali e questa è una sorpresa. Dopo il Giappone, l’UE e la Cina potremmo annoverare presto anche gli Stati Uniti, con la nuova amministrazione Biden, tra i sostenitori dell’onda verde. Le implicazioni per l’industria delle energie rinnovabili e l’intero ecosistema che la circonda sono enormi. Tanto più che la IEA ha notato recentemente che il solare sta iniziando a sostituire il carbone come forma più economica di elettricità. Infatti, l’eolico e il solare sono ora le nuove fonti di energia più economiche nei Paesi che costituiscono il 75% del Pil globale.
Quali sono gli aspetti che privilegiate nella costruzione di portafoglio in questo momento?
Mentre la ripresa è in già in atto e ci si aspetta che la situazione si normalizzi, il percorso non è esente da rischi. Per questo motivo, abbiamo una visione risk-on con una preferenza per le azioni rispetto ad altri asset di rischio. Tuttavia, rimane fondamentale costruire portafogli resilienti e diversificati che possano resistere a una serie di scenari economici. Sul fronte azionario, abbiamo aumentato l’esposizione ai settori ciclici e alle regioni che potenzialmente potrebbero beneficiare della ripresa dell’attività economica, continuando comunque a concentrarci sui settori in cui è probabile che i progressi tecnologici portino uno sconvolgimento nell’orizzonte secolare. Il nostro paniere ciclico 2.0 rappresenta una posizione core, focalizza sui settori dell’automazione/robotica e delle energie rinnovabili che beneficeranno delle politiche fiscali di sostegno orientate alle nuove iniziative verdi e digitali. Manteniamo anche la nostra esposizione focalizzata sull’alta qualità e sulla disruption, orientata verso i settori della tecnologia, della sanità, delle biotecnologie e del consumo moderno. Ci fondiamo su panieri di titoli negli Stati Uniti, in Giappone e in Cina. Allo stesso modo, manteniamo le nostre coperture sul mercato azionario europeo, che si posiziona più in basso rispetto allo spettro della qualità ed è dominato da industrie vecchie e in crisi.
Infine, abbiamo continuato ad arricchire il nostro nuovo paniere tematico incentrato sulla cattura degli agenti inquinanti di derivazione fossile e la tutela delle foreste, applicando criteri rigorosi su valutazioni, qualità del bilancio, dividend yield e rating Esg. Riteniamo che le prospettive di assorbimento dell’inquinamento derivante dal carbone non siano attualmente prezzate, il che offre un potenziale di rialzo su un orizzonte secolare.
Per quanto riguarda la nostra esposizione al reddito fisso, continuiamo a detenere titoli di Stato di alta qualità, in particolare negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, dove i tassi d’interesse hanno ancora un certo margine di recupero in ambienti avversi. La nostra esposizione alla duration statunitense si concentra sui TIPS, una copertura contro una ripresa dell’inflazione. La nostra esposizione al credito societario generico rimane bassa. Manteniamo una preferenza per il debito cartolarizzato di qualità superiore, mentre utilizziamo tatticamente l’high yield generico di qualità inferiore per coprire il rischio totale del portafoglio. Infine, manteniamo la nostra esposizione all’oro come diversificatore di portafoglio e copertura contro la svalutazione della valuta.
Usate degli strumenti di hedging?
Anche se investiamo con una mentalità di medio-lungo termine, non abbiamo paura di utilizzare la flessibilità per aggiustare le nostre esposizioni in previsione di aggiustamenti di mercato a breve termine. Ad esempio, sebbene un’improvvisa recessione da shock non fosse certamente lo scenario base del nostro Cyclical Outlook di dicembre 2019, nel febbraio 2020 iniziando a vedere aumentare i rischi legati alla pandemia come la chiusura di rotte aeree, dei confini o l’interruzione delle attività economiche e sociali, abbiamo agito subito. Abbiamo ridotto della metà l’esposizione netta alle azioni e acquistato un’assicurazione contro il rischio di insolvenza del credito di società high yield di qualità inferiore tramite CDX statunitensi ed europei. Queste azioni hanno aiutato il fondo a eludere il sell-off registrato sui mercati e, di conseguenza, a proteggere il capitale per i nostri investitori.
In sintesi, gli aspetti più importanti dell’investimento e della gestione del fondo sono la disponibilità di risorse in tutto il mondo alla ricerca di opportunità combinate con il nostro collaudato approccio “vincere non perdendo” alla gestione del rischio.
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