Guadagnare puntando al benessere
E non solo. Il megatrend dell’healthy living comprende anche l’healthcare, il biotech, la salute e l’ambiente. Tutti settori che oggi offrono interessanti opportunità a livello globale
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L’ultimo in ordine di tempo ad approdare sul mercato italiano è stato il Bny Mellon Mobility Innovation Fund, targato Bny Mellon Investment Management, il più grande gestore multi-boutique al mondo con 1.800 miliardi di dollari in asset under management. Si tratta di un fondo tematico azionario che punta tutto sulla smart mobility. Solo una settimana prima era stata Pictet, la casa svizzera antesignana dei fondi tematici, ad aver annunciato il suo prodotto basato sulle smart city, il Pictet-SmartCity appunto. Le cui società target saranno dunque attive principalmente nella mobilità e trasporti, infrastrutture, immobiliare, gestione delle risorse sostenibili (ad esempio efficienza energetica o gestione dei rifiuti) oltre a tecnologie e servizi, che sostengono lo sviluppo e la transizione verso città smart e sostenibili.

“Negli ultimi decenni stiamo assistendo ad un passaggio sempre più significativo da infrastrutture urbane reattive, che puntano a soddisfare i bisogni di sopravvivenza base, a infrastrutture urbane proattive, che consentono di avere città più attrattive per vivere e lavorare e in generale, a una migliore qualità della vita. Le società attive in tutta la filiera dell’urbanizzazione godranno di una importante crescita legata a questa profonda trasformazione e nostro obiettivo sarà quello di cogliere al meglio questi nuovi trend e opportunità” afferma Ivo Weinöhrl, gestore del fondo Pictet-SmartCity.
Il trend della nuova mobilità emerso a livello globale diventa un cavallo di battaglia anche per i gestori. In Italia è cavalcato anche dal RobecoSAM Smart Mobility (lanciato anch’esso a fine agosto e riservato agli istituzionali) e, ancora, dal Pictet Clean Energy, che ha invece una storia decisamente più lunga e che vede una consistente parte del portafoglio investita in smart mobility. Comparto che a fine agosto ha registrato una certa debolezza “alla luce dell’incertezza per le questioni commerciali (connesse all’annuncio dei dazi Usa, ndr) che hanno trascinato al ribasso l’intero settore dell’automotive malgrado i robusti trend di crescita di lungo periodo delle società in cui investiamo (elettrificazione e veicoli a guida autonoma). Aptiv, Delphi Technologies e Valeo hanno evidenziato una flessione, raggiungendo, in gran parte dei casi, livelli molto interessanti. Nel periodo in esame la posizione nella smart mobility è stata dunque rafforzata”, secondo i gestori Xavier Chollet e Christian Roessing.

Cos’è la smart mobility e come si cavalca dal punto di vista degli investimenti? “Investendo in società di ogni capitalizzazione di mercato che stanno cambiando drasticamente il modo in cui utilizziamo, alimentiamo e controlliamo i mezzi di trasporto. Investirà in un’ampia gamma di società, in molteplici settori coinvolti nell’innovazione della mobilità. Questi includono i nuovi software e le infrastrutture per la trasmissione di dati necessarie a supportare la guida autonoma; i sistemi avanzati di guida assistita (ADAS) per la sicurezza stradale; il rapido incremento nella domanda di veicoli elettrici come risultato dell’evoluzione delle leggi sull’energia pulita; e il crescente utilizzo delle applicazioni di ride sharing – dice a Focusrisparmio.com Sean Fitzgibbon, gestore del Bny Mellon Mobility Innovation Fund – Siamo all’inizio di una nuova era per la mobilità. Gli sviluppi rivoluzionari in questo settore avranno un impatto enorme sulle aziende, sui governi e sui consumatori. I progressi della tecnologia, associati una crescente urbanizzazione e alle relative sfide ecologiche, contribuiranno a un cambiamento significativo nel panorama delle aziende – e quindi determineranno anche nuove opportunità di investimento”.
Nel 2030, secondo il McKinsey Center for future mobility l’innovazione nella mobilità avrà effetti dirompenti sulle città: in 50 aree metropolitane dove vivono 500 milioni di persone, i sistemi di mobilità integrata produrranno benefici, tra cui una migliore sicurezze e minor inquinamento, per 600 miliardi di dollari.
I veicoli elettrici entro il 2050 produrranno una domanda aggiuntiva di energia pari a 3461 TWh di elettricità, pari al 9% della domanda totale, secondo il Bloomberg New Energy Outlook 2018 , e dunque spingeranno le rinnovabili.
Ulteriori trend sono la guida autonoma: “con l’80% dei primi 10 gruppi produttori originali di componenti auto (OEM) sta pianificando di introdurre l’utilizzo di tecnologie per la guida autonoma entro il 2025 – continua Fitzgibbon – e anche la diffusione di modelli di ridesharing di società come Uber o Lyft potrebbero ridurre il numero di veicoli in circolazione di un terzo: il costo degli ingorghi stradali, che solo negli USA costano 160 miliardi di dollari – inclusi i 7 miliardi di ore perse nel traffico e gli 11 miliardi di litri di benzina consumati in più. E, last but not least, i veicoli connessi: non solo a Internet o al GPS, ma anche ad altri veicoli, ai pedoni e alle infrastrutture circostanti. Ad esempio, i veicoli possono individuare un’ambulanza in avvicinamento prima ancora che il guidatore senta la sirena. Possono trovare un parcheggio prima che si arrivi a destinazione. E sanno in anticipo che ci sono dei pedoni che stanno per attraversare la strada”.
“Oggi occorrono 25GB di dati all’ora per connettere un veicolo. A confronto, servono solo 869MB per ora per vedere un film in alta risoluzione. L’industria dovrà chiudere i gap nelle aree della gestione dati, dei semiconduttori, del cloud computing, dell’accesso a banda larga a internet e delle comunicazioni in tempo reale. La mobilità del futuro, autonoma e connessa, lavorerà solo se avremo un Internet in grado di processare e trasmettere dati in tempo reale. Alcune società di software e semiconduttori sono ben posizionate in queste aree – conclude Fitzgibbon – In breve: la rivoluzione della mobilità è ancora nel suo stadio iniziale”.
