Giappone, Abe vince di nuovo. La risposta della BoJ
La vittoria di Abe è una notizia “da falco” per la Bank of Japan, che ha già escluso un ulteriore allentamento
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Tra i tassi di interesse Usa in aumento, il rallentamento dell’economia cinese e le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, la propensione al rischio degli investitori globali è stata messa a dura prova. In questo contesto, l’azionario giapponese, così come molti altri mercati, chiude l’anno in negativo.
“Tuttavia, riteniamo che l’equity del Giappone manterrà nel 2019 delle caratteristiche che possono continuare ad avere un impatto positivo, con il sostegno di un’economia stabile e di una crescita globale positiva, se pur in rallentamento – commenta Archibald Ciganer, gestore del fondo T. Rowe Price Japanese Equity di T. Rowe Price – Le valutazioni relativamente attraenti, la crescita solida degli utili e il miglioramento della governance aziendale ci fanno essere positivi sull’outlook del Sol Levante”.
Il miglioramento degli standard di governance è un aspetto particolarmente significativo secondo l’esperto di T. Rowe Price e costituisce uno dei risultati più rilevanti delle politiche del Primo Ministro Abe. La corporate governance e gli stewardship code sono stati implementati in modo rapido e determinato, in modo da favorire un ambiente di business più solido e competitivo a livello globale.
“L’imposizione di obblighi come il miglioramento dei rendimenti per gli azionisti e l’aumento dei consiglieri esterni nei Cda stanno generando rinnovato interesse e fiducia nel mercato azionario giapponese – sottolinea Ciganer – Le società stanno rispondendo alla sfida. Nel 2004, per esempio, la maggior parte delle aziende non aveva alcun consigliere indipendente nel Cda: oggi la quasi totalità delle aziende ne ha almeno uno: un trend destinato a proseguire nel 2019 e oltre”.
A caccia di utili
Uno degli aspetti più sorprendenti del rilancio dell’azionario nipponico negli ultimi anni è la forza del settore corporate. Nel 2018 le società hanno nuovamente battuto il record sul livello complessivo di utili aggregati, sorpassando di molto gli altri principali mercati. “L’aspetto più importante è che le società giapponesi stanno usando questi significativi flussi di cassa in modo più efficiente che in passato – aggiunge ancora Ciganer – Storicamente, le aziende tendevano ad accumulare la cassa nei propri bilanci, con rendimenti minimi. Le riforme implementate, insieme alla pressione degli investitori internazionali, stanno spingendo le società a farne un uso migliore, distribuendo rendimenti più elevati ai propri azionisti nella forma di dividendi maggiori e buyback delle azioni. Questo trend di efficienza dovrebbe proseguire nel 2019”.
Su quali aziende puntare? “Sulle società che possono beneficiare direttamente dei cambiamenti fondamentali in corso nella società giapponese, come il passaggio ai pagamenti elettronici, l’evoluzione delle preferenze dei consumatori, l’invecchiamento della popolazione e il mercato del lavoro sempre più rigido – risponde Ciganer – Al momento, manteniamo il sovrappeso sul settore industrial, investendo in società di ricerca del personale, favorite in un contesto di carenza di forza lavoro, e in società di macchinari di alta qualità, con una propensione all’automazione. Inoltre, troviamo interessanti le valutazioni e le caratteristiche di rendimento sul capitale di alcune specifiche società di telecomunicazione, che offrono anche una certa resilienza ai ribassi”.
