Paschetta (Pictet): “Sui minimi il Pac vince sul Pic, vi spiego perché”
Il manager mette in guardia da comportamenti dettati dall’emotività: “Chi fa market timing guadagna la metà e perde il doppio”
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In Pimco, quasi 2.000 miliardi di masse in gestione in tutto il mondo, sono convinti che dopo lo tsunami Coronavirus oggi gli investitori debbano farsi trovar pronti per beneficiare dei potenziali sconvolgimenti del mercato.
Lo dice Alessandro Gandolfi, managing director e responsabile per l’Italia della società di gestione specializzata sugli investimenti a reddito fisso, che vede le principali opportunità “nei settori hi-tech e biotech in Usa, poi in Cina e Giappone”, spiega a FocusRisparmio il manager, che invece mette in guardia dai titoli della “vecchia Europa”, meno presente nei portafogli dell’asset manager “per un tema di ridotta capacità di creare cash flow”. Ecco l’intervista completa.
La pandemia di Coronavirus ha portato ad un nuovo scenario di investimenti in cui alcune aziende e settori hanno performato meglio di altri. Lo sconvolgimento dei mercati ha anche creato potenziali opportunità nelle aree del credito di elevata qualità. I mercati globali del credito hanno reagito con forza alla crisi di Coronavirus: gli spread creditizi sono passati in poche settimane da ben al di sotto a ben al di sopra delle medie a lungo termine. Questo ha sollevato delle preoccupazioni circa l’aumento dei livelli di debito in un contesto di recessione, ma ha anche creato opportunità per quegli investitori prudenti e pazienti, che potrebbero sfruttare questo periodo per accedere a determinate aree del credito di qualità e maggiormente difensive. In tempi di maggiore volatilità, la flessibilità è un fattore chiave per beneficiare di potenziali sconvolgimenti del mercato.
Abbiamo sempre privilegiato la diversificazione, perché è uno dei modi migliori per proteggere gli investitori da shock inaspettati e per aggiungere resilienza ai portafogli. La nostra preferenza per la qualità e la prudenza non è cambiata, ma le valutazioni sì. Riteniamo che i settori dei titoli garantiti e investment grade forniscano un interessante premio di liquidità, che può contribuire a compensare l’aumento della volatilità e dell’incertezza. D’altro canto, rimaniamo prudenti sui mercati emergenti e i titoli ad alto rendimento, viste le maggiori vulnerabilità e il rischio di insolvenza. Continuiamo a essere cauti nei settori ciclici e in quelli più esposti alla crisi, favorendo al contempo settori tradizionalmente resistenti, come le utility. Quello farmaceutico e sanitario è un altro settore tradizionalmente difensivo che potrebbe anche registrare un aumento degli utili a causa di questa crisi.
Dal punto di vista degli investimenti, vediamo opportunità nell’hi-tech e nel biotech in Usa, Cina e Giappone e nei settori ‘ciclici 2.0’ in cui includiamo i temi della sostenibilità e dell’automazione. Mentre la vecchia Europa è meno presente, per un tema di ridotta capacità di creare cash flow. Sul fronte obbligazionario, puntiamo sui titoli di Stato Usa e canadesi o australiani per avere una protezione se il quadro economico dovesse peggiorare. Prediligiamo infine il credito corporate Usa perché le banche centrali sono attive, soprattutto come acquirenti di attivi di qualità. Il fattore tecnico non è negativo e diventa più positivo se si pensa che i costi di copertura del rischio di cambio sul dollaro Usa sono scesi molto da inizio anno e questo rende l’investimento in obbligazioni societarie Usa di elevata qualità attraente per gli investitori giapponesi ed europei.
In quanto gestori attivi, monitoriamo la situazione attuale e i risvolti futuri al fine di cogliere le migliori opportunità. L’high yield è ovviamente una classe di attivo in cui esiste un rischio molto più elevato di perdita permanente di capitale a causa di default, motivo per cui riteniamo che un approccio selettivo e bottom-up sia essenziale. Pensiamo che ci potrebbero essere opportunità come risultato dei ‘fallen angels’, che hanno raggiunto quasi 200 miliardi di dollari da inizio anno e crediamo che continueranno ad aumentare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, ma sarà importante evitare i fallimenti. Ci saranno significative dislocazioni. Se tutte le attività riaprissero velocemente, questi tassi di inadempienza potrebbero rimanere a cifre singole. Ma c’è sempre il rischio che possano aumentare se non si trova presto un vaccino e se le politiche di distanziamento sociale restano in vigore più a lungo.
