Titoli growth al capolinea
Il loro ciclo sembra essersi concluso. Ora è arrivato il momento di puntare sul value, trattato a sconto su molti mercati
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“L’attuale ciclo economico – spiegano gli esperti di Marzotto Sim – passerà alla storia per avere concentrato una parte considerevole della ricchezza azionaria in poche aziende, chiamate FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix, Google). Queste cinque aziende di fatto capitalizzano una parte consistente del Nasdaq 100: poco meno del 40% e se aggiungiamo Microsoft arriviamo al 50%”.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Oltre ai numeri c’è una fondamentale questione normativa emersa con tutta la sua forza nei casi della multa miliardaria a Google e dello scandalo Cambridge Analytica per Facebook. Il problema della privacy non è più eludibile, anche grazie al nuovo regolamento europeo: il Gdpr. Per questo il fronte del trattamento dei dati personali, negli ultimi mesi, è diventato un problema reale per le aziende tecnologiche, che posano il loro business proprio sui dati.
Eoin Murray, responsabile degli investimenti di Hermes Investment Management, a questo proposito, sottolinea che “Facebook afferma che tecnicamente non si è trattato di una violazione dei dati, ma che la vicenda ha acceso i riflettori sui sofisticati algoritmi utilizzati per indirizzare gli annunci pubblicitari. Non è ancora chiaro cosa abbia fatto esattamente Cambridge Analytica con tutti i dati, ma la reazione del pubblico è stata finora in gran parte di incredulità sul fatto che Facebook non fosse in grado di capire che i dati potevano essere usati in modo pericoloso”.
Secondo l’esperto, però, “è sempre più evidente che gli investitori devono riflettere più a fondo sui titoli delle Faang e mettere in discussione i loro standard di responsabilità. Le Faang sono una parte importante del business statunitense e globale, e influenzano le sorti di un vasto ecosistema di aziende. Dominano la crescita dei consumatori, l’innovazione tecnica e le tendenze economiche. Inoltre, influenzano la nostra comunicazione, sono preminenti nella logistica e stanno cercando di espandersi in nuovi settori, tra cui l’assistenza sanitaria e le assicurazioni”. Tuttavia Murray si domanda, in conclusione, se siano “amministratori responsabili del potere che controllano”.
Intanto le trimestrali dei Faang sono complessivamente positive. L’ufficio studi di Marzotto Sim, prima dei sorprendenti numeri di Apple, presentava una situazione di “luci e ombre” per il secondo trimestre 2018 grazie ai buoni risultati di Amazon e Alphabet (nonostante la multa dell’antitrust europea) e i numeri non positivi di Netflix e Facebook”. Ma la trimestrale di Apple ha squarciato quella parte di buio calata sulle Fanng. La Mela, infatti, ha polverizzato le previsioni andando ben oltre le stime e realizzando un quarto trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra per il fatturato. E il titolo in Borsa ha superato i mille miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Grazie allo strabiliante risultato di Apple, è probabile che il Nasdaq possa rimanere ancora il più performante nel 2018 tra i grandi indici azionari.
