Italia tra le sorvegliate speciali, anche se, secondo i gestori, un governo italiano più spostato a destra potrebbe sostenere il mercato domestico. Intanto aumenta il pericolo hard Brexit
I mercati affrontano il “day after” delle elezioni europee. Che si sono concluse sostanzialmente come previsto dai sondaggi, con Ppe e Socialisti che hanno perso la maggioranza assoluta detenuta per venti anni e con i partiti populisti poco sopra al 20%, mentre parte del voto di protesta è confluito su Verdi e Liberali. È dunque il momento di provare a guardare un po’ avanti e immaginare gli impatti che questi risultati avranno per le diverse asset class. Risultati non sorprendenti, ma forieri di possibili conseguenze funeste.
La prima osservazione è che il prossimo Parlamento europeo sarà ampiamente frammentato: pur se non schiacciante, il successo dei populisti aumenterà la loro influenza nelle Commissioni potendo minare la stabilità delle istituzioni e rallentare il progresso dell’integrazione europee. Integrazione fiscale, riforma dei mercati finanziari e unione bancaria potrebbero essere ritardate o annacquate: un’Europa non coesa è naturalmente più esposta alle turbolenze. Senza considerare le potenziali ricadute locali: sono i Paesi con i conti pubblici più fragili i più esposti alla reazione negativa dei mercati.
Le conseguenze per l’Italia
Andrea Iannelli, investment director fixed income di Fidelity International
E tra questi l’Italia. Dove la Lega di Matteo Salvini ha visto raddoppiare il numero di seggi nel Parlamento europeo, con il Movimento 5 Stelle che ha perso terreno fino a essere scalzato dal Partito Democratico al secondo posto nella classifica del consenso tanto da far aumentare il rischio di un rimpasto di governo o di elezioni anticipate. “Gli asset italiani terranno conto di questi risultati, con il rischio di elezioni anticipate che rimane fermo sul radar degli investitori– conferma Andrea Iannelli, investment director fixed income di Fidelity International – Il forte risultato elettorale alle elezioni europee darà nuovo impeto al Governo, all’avvicinarsi di quello che si prospetta essere un nuovo scontro con la Commissione Europea sul deficit il prossimo autunno. Il mercato ha già cominciato a scontare maggiore volatilità nei mesi a venire, con il Btp che è rimasto al palo dall’inizio dell’anno, sottoperformando gli altri mercati periferici. Guardando avanti, siamo cauti sui governativi italiani, vista l’incertezza all’orizzonte e in attesa di valutazioni più interessanti”.
Hans van Zwol, senior portfolio manager Ldi & Rates di NN Investment Partners
Gli fanno eco Roel Jansen, co-lead portfolio manager euro investment grade credit, e Hans van Zwol, senior portfolio manager Ldi & Rates di NN Investment Partners, secondo cui “ci sono buone ragioni per essere cauti sul debito italiano, ma i mercati potrebbero reagire positivamente ad un governo in cui la Lega ha maggiore influenza, in quanto il partito è visto come più favorevole al mercato del M5S. Tra la metà di marzo e la fine di novembre 2018, periodo di disaccordo tra il neoeletto governo italiano e le istituzioni europee, i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni sono aumentati significativamente, spingendo in su gli spread per il credito IG denominato in euro. Ciò evidenzia l’importanza degli sviluppi politici italiani per i mercati europei del credito societario. Se i risultati elettorali dovessero indurre un rimpasto di governo, i mercati del credito societario potrebbero rispondere positivamente alla prospettiva di un governo più di destra”.
Anche il Regno Unito tra le sorvegliate speciali
Roel Jansen, co-lead portfolio manager euro investment grade credit di NN Investment Partners
Nel Regno Unito, i risultati elettorali indicano invece un aumento del rischio di una hard Brexit. Il Partito conservatore del Primo Ministro uscente Theresa May ha dovuto affrontare un forte calo del sostegno e “i risultati sembrano aumentare la probabilità che la persona che sostituirà la May manterrà una linea dura sulla Brexit, con gli euroscettici già in fila per succederle – spiegano i gestori di NN IP – I mercati del credito societario, e in particolare le obbligazioni emesse dalle emittenti nazionali britanniche, probabilmente risponderanno negativamente alla prospettiva di un atteggiamento più conflittuale da parte del Regno Unito. Il successo del Brexit Party influenzerà in modo significativo l’agenda politica del successore della May e influenzerà le aspettative del mercato per quanto riguarda la probabilità di elezioni generali nel Regno Unito o di un secondo referendum Brexit”.
Premi per il rischio pronti a salire? Ma torniamo all’Europa nel suo complesso. Sull’equity non dovrebbero esserci reazioni importanti, in quanto a dominare ci sono altre tematiche più pesanti, tra tutte l’evoluzione della guerra commerciale Usa-Cina. Senza considerare che i mercati azionari avevano già ampiamente valutato il successo dei partiti populisti. “Tuttavia, con i populisti destinati ad acquisire maggiore influenza e la minaccia di un ulteriore rallentamento dell’integrazione, i premi per il rischio richiesti sulle azioni europee potrebbero aumentare nel medio-lungo termine. Ciò comporterebbe dei contraccolpi per i mercati azionari europei”, spiegano Jansen e Zwol. Solo la formazione in tempi rapidi di una coalizione e la decisione dei ruoli chiavi a capo di Commissione e Bce riporterebbe in pista un progetto di integrazione finanziaria “creando un clima favorevole alla riduzione dei premi di rischio nelle azioni europee”.
Al contrario, secondo Fidelity International, il mercato del credito rimarrà ben supportato dalla forte domanda per reddito da parte degli investitori europei. “Toni accomodanti da parte delle maggiori banche centrali hanno avuto un impatto importante sui rendimenti globali, con circa 15 miliardi di dollari di assets che oggi offrono un rendimento negativo – conclude Iannelli – Davanti a queste cifre le opzioni per chi necessita di un reddito quantomeno positivo sono più limitate che in passato. Il credito europeo offre in questo contesto una valida alternativa, con rendimenti positivi, un supporto tecnico importante da parte di investitori e della stessa Bce, con fondamentali societari solidi”.
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