Coronavirus: Intesa, raccolta fondi per Protezione civile
La banca mette a disposizione la propria piattaforma digitale di crowdfunding per una raccolta fondi tra cittadini e imprese
1,30 min
Le banche italiane sono al lavoro per dare ossigeno alle imprese italiane, non solo attraverso donazioni ma anche dal punto di vista operativo per dare attuazione a quanto previsto dal decreto per le imprese varato dal governo.
L’obiettivo è immettere liquidità nel tessuto produttivo nel minor tempo possibile. Per questo è necessario l’impiego di tutti i sistemi informatici che consentano al personale di ridurre al minimo le procedure.
Come riporta l’agenzia di stampa Ansa, la Fabi – l’associazione italiana dei dipendenti bancari – chiede alle banche di fornire ai dipendenti “istruzioni chiare, rapide e trasparenti sui comportamenti da seguire con la clienti e sulle norme contenute nel decreto per la liquidità alle imprese”, afferma il segretario generale Lando Maria Sileoni.
Intesa Sanpaolo, oltre i 100 milioni donati alla sanità nazionale, ha alzato a 50 miliardi di euro le risorse per il credito messe a disposizione del Paese. Per le imprese sono previste sia nuove linee di credito aggiuntive sia quelle già deliberate e rese disponibili come liquidità per cassa. “I tempi per la concessione della liquidità dipenderanno dal numero di richieste che arriveranno. Il tempo sarà comunque nell’ordine di alcuni giorni”, precisa la banca. Sarà attivato un nuovo servizio per semplificare la modalità di presentazione delle domande. Attraverso il sito della banca si potrà chiedere la sospensione delle rate compilando un modulo e inviandolo ad una casella di posta elettronica dedicata, completando l’intero processo a distanza.
In casa Unicredit ci si prepara per processare le richieste al più presto, “come già fatto per le misure precedenti, avendo già gestito oltre 100 mila richieste di moratoria sui finanziamenti, per un volume di 10 miliardi di euro”, sottolinea la banca di Piazza Gae Aulenti. Di questa cifra, la maggior parte è arrivata dalle imprese(circa 85mila), il resto riguarda privati e leasing. Come riporta Ansa, la Lombardia è in testa con un totale di 10.500 richieste (9.000 imprese e 1.500 privati). Solo Milano, Brescia e Bergamo – queste ultime tra le aree più colpite dal Covid-19 – coprono quasi un terzo delle richieste nella regione.
Sempre nel Nord Italia, Ubi Banca sta lavorando a pieno regime per favorire la massima rapidità nella concessione della liquidità alle imprese. L’istituto ha varato il piano ‘Rilancio Italia’ per sostenere il sistema economico con una serie di misure a sostegno di privati, famiglie e terzo settore. Le funzioni commerciali e di analisi dei crediti sono state riorganizzate per disporre di team dedicati a raccogliere e gestire le domande. L’erogazione della liquidità varierà da tempi molto contenuti, come nel caso di clienti privati e imprese, a situazioni più complesse dove sono previsti interventi da parte di Consap, Medio Credito Centrale e Sace.
Lo stesso per Banco Bpm che mira a velocizzare la concessione di liquidità sia alle imprese, sia ai professionisti concedendo un plafond a essi rivolto. Sul fronte dei privati cittadini sono previste misure mutui per la prima casa, ristrutturazioni e prestiti personali. La banca fa sapere di aver ricevuto 50 mila richieste di moratoria, 10 mila delle quali sono state evase. Per l’applicazione del nuovo decreto, secondo quanto ha riferito nelle scorse ore Castagna, servirà qualche giorno per recepire per mettere in piedi le procedure.
