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Rivisto a stabile il giudizio di molti istituti. In Italia resta negativo, promossa solo Unicredit. Negli Usa tutte le banche passano gli stress test: tornano dividendi e buyback
Dopo aver alzato le previsioni di crescita per l’Eurozona, S&P Global Ratings conferma l’ottimismo e migliora anche l’outlook delle banche del Vecchio Continente. L’agenzia Usa ha infatti ampiamente rivisto i suoi giudizi sul merito di credito del sistema bancario europeo, con il riesame dei rating di 60 istituti domiciliati in dieci Paesi, tra cui Germania, Francia, Italia, Spagna e Gran Bretagna, il cui giudizio era stato tagliato a negativo “in quasi in tutti i casi” nella primavera del 2020 per i timori legati all’impatto del Covid-19 sull’asset quality, capitalizzazione e redditività.
Ora evidentemente la pandemia non fa più così paura e le preoccupazioni relative all’emersione di un’ondata di crediti deteriorati si sono attenuate. “La qualità degli asset peggiorerà in Europa con la riduzione del supporto fiscale – scrivono gli analisti americani – ma vediamo adesso la sfida come altamente gestibile per la maggior parte delle banche e ci aspettiamo che la capitalizzazione resti robusta anche quando i dividendi ripartiranno”. Certo, non tutti i rischi sono stati archiviati, e gli esperti di S&P precisano come resti comunque il fatto che “fattori ciclici e strutturali continuano a pesare sulla redditività e sul modello di business e operativo di molte banche europee”.
Alla luce di queste considerazioni, l’agenzia Usa ha quindi “rivisto a stabile” l’outlook di molte banche, riducendolo invece per “un piccolo numero” nel caso in cui i rating “non riflettessero appieno le sfide che hanno davanti”.
Per quanto riguarda l’Italia, sul cui sistema bancario S&P mantiene un outlook negativo, la revisione ha portato ad alzare, da negativo a stabile, l’outlook della sola Unicredit. Migliorate, invece, le prospettive sul rischio economico di otto Paesi, tra cui Francia, Germania e Gran Bretagna, e sul rischio dell’industria bancaria in due, Francia e Germania.
“Nel complesso, la performance delle banche europee potrebbe essere un po’ più vivace” nel 2021, si sottolinea nel report. “Mentre rimaniamo consapevoli che la qualità degli asset si indebolirà, l’allentamento dei rischi di ribasso ci dà più fiducia nelle nostre proiezioni di base sulla redditività e la capitalizzazione delle banche europee”, spiega Giles Edwards, analista del credito di S&P Global Ratings. “Le nostre proiezioni – aggiunge – prevedono che la stragrande maggioranza delle banche europee riporti un miglioramento degli utili nel 2021 rispetto al 2020, sostenute da una riduzione della svalutazione del credito (con alcune riprese di valore) e un rimbalzo dell’attività economica che potrebbe gradualmente migliorare le entrate e le commissioni”.
Le banche Usa passano gli stress test: tornano dividendi e buyback
Buone notizie per gli istituti di credito anche al di là dell’Atlantico. La Fed ha infatti promosso tutte le 23 maggiori banche americane, che hanno superato con facilità gli stress test. E che quindi dal 30 giugno potranno tornare a distribuire dividendi.
Secondo i test di Powell e colleghi, infatti, i grandi istituti a stelle e strisce sono in grado di assorbire complessivamente 474 miliardi di dollari di perdite in uno scenario di una recessione globale e con una disoccupazione americana al 10,75%. Anche in questo scenario severo, infatti, i ratio di capitale risultano il doppio dei requisiti minimi.
Le banche Usa “continuano ad avere forti livelli di capitale e potrebbero continuare a concedere prestiti a famiglie e imprese durante una grave recessione”, sottolinea la Fed. “Nell’ultimo anno, la Federal Reserve ha eseguito tre stress test con diverse ipotetiche recessioni e tutte hanno confermato che il sistema bancario è fortemente posizionato per supportare la ripresa in corso”, ha spiegato il vicepresidente per la supervisione bancaria, Randal K. Quarles.
Passati i test, ora in base a quanto prevede il cosiddetto Scb framework, le banche otterranno flessibilità nel modo in cui vogliono distribuire dividendi e portare avanti eventuali riacquisti di azioni.
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