Azionario, il vaccino risveglia i titoli Value
Alcuni gestori sono convinti che la svolta sul vaccino rafforzi le posizioni procicliche
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Sempre meno alternative per generare rendimento in un mondo a tassi (sotto) zero ma con la certezza di un supporto sempre maggiore da parte della Banca centrale europea man mano che la situazione sanitaria ed economica del continente si deteriora a causa del virus. Queste sono fra le poche certezze in uno scenario per definizione incerto come quello in cui si muovono i gestori di fondi focalizzati sull’Azionario europeo.
“La diffusione delle notizie sull’efficacia dei vaccini sviluppati da Pfizer-Biontech e da Moderna ha avuto un impatto dirompente sulle Borse, accentuando quella dispersione dei rendimenti, che aveva già contraddistinto l’andamento dei mercati, in particolare in quest’ ultimo anno. A differenza però di quanto visto finora, tale dispersione ha favorito quei settori, categorizzati nell’universo del value, che erano stati un po’ messi da parte dal mercato, a scapito dei settori growth e momentum, che erano stati invece i preferiti dagli investitori nonostante le care valutazioni”, sostiene Giacomo Tilotta, head of european equity di AcomeA Sgr.
Arrivati a questo punto, per i gestori di fondi della categoria Azionario Europa è fondamentale capire quali siano i fattori che possono favorire il consolidamento del trend in atto o se – al contrario – questa rotazione è soltanto un fenomeno temporaneo alla stregua di quanto visto in passato.
Anche Ubs Asset Management in un report ha confermato che la svolta sul vaccino rafforza le posizioni procicliche nei portafogli.
Secondo Tilotta di AcomeA sull’Azionario Europa ora c’è un posizionamento e consensus unanime del mercato su quei temi/settori che hanno maggiormente beneficiato delle trasformazioni imposte dalla diffusione del virus. “Tale unanimità di consensus diventa molto pericolosa quando si creano delle discontinuità che il mercato non ha prezzato. È evidente come il vaccino rappresenti l’unica vera via di uscita a una situazione di oggettiva difficoltà, contribuendo a migliorare le prospettive del ciclo economico. E da questa maggiore visibilità sulla ripresa economica che si innescano i fenomeni descritti in precedenza che favoriscono i settori tradizionalmente più legati al ciclo, che compongono per la maggiore l’universo value”, spiega il fund manager.
Impatto sui tassi. In maniera contestuale alla diffusione della notizia del vaccino, abbiamo assistito anche a una presa di profitto sul comparto obbligazionario, che ha causato un incremento dei rendimenti specie per quegli asset definiti come safe-haven. “Un simile movimento ha creato i presupposti per una rotazione che è andata a penalizzare i settori correlati negativamente all’andamento dei tassi – aggiunge Tilotta –, come ad esempio le utilities, in quanto percepiti come settori slegati dall’andamento del ciclo economico, a beneficio di quelli ciclici che si caratterizzano per un relazione positiva con l’andamento dei tassi”.
“A nostro avviso i fattori che possono contribuire a dare continuità a questa tendenza riguardano la capacità di uscire dalla fase attuale limitando i danni”, chiosa Tilotta, sottolineando la centralità della politica fiscale nei confronti di quella monetaria: “A questo punto l’efficacia della politica fiscale segnerà effettivamente il passo per un cambio di paradigma che vincoli sempre più l’andamento dei mercati azionari a quello di una crescita economica che benefici di politiche economiche più aggressive rispetto a quanto fatto fino ad ora. Solo in questa maniera si potrà assistere a un passaggio da un mercato guidato dalla liquidità immessa dalle banche centrali, necessaria per gestire le fasi più acute dalla crisi, a un mercato guidato dalle reali prospettive di ripresa del ciclo economico, favorendo in tal senso quei settori legati al ciclo economico penalizzati fino ad oggi”.
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