Le obbligazioni ad alto rendimento sono un buon investimento nelle fase di espansione del ciclo economico, ma sono anche le più fragili, perché esposte al rischio liquidità
Adelante cum juicio sulle obbligazioni ad alto rendimento. A detta degli esperti, il debito high yield è quello relativamente meno sensibile al rialzo dei tassi di interesse, e pertanto favorito anche alla luce dei bassi tassi di default e del miglioramento dei fondamentali societari, ma va comunque esercitata una buona dose di cautela alla luce dell’elevata volatilità del mercato. Questa asset class infatti è più esposta al rischio di liquidità e quindi più fragile in contesti particolarmente volatili.
“Nonostante il recente sell-off dei titoli investment grade, abbiamo visto il credito high yield comportarsi bene e crediamo che questo trend possa continuare”, commenta Mayur Saigal, portfolio manager di Janus Henderson. La qualità dei bilanci nel settore è significativamente migliorata, mentre un altro aspetto da considerare secondo l’esperto è il fatto che le società hanno ridotto le emissioni di bond, e questo fattore, combinato con l’appetito degli investitori per i rendimenti, dovrebbe supportare il restringimento degli spread.
In generale, le obbligazioni ad alto rendimento sono un buon investimento nelle fase di espansione del ciclo economico, perché in momenti del genere gli emittenti sono maggiormente in grado di gestire i rimborsi e il pagamento degli interessi; una capacità che si riflette in una minore rischiosità dei titoli.
In questo momento, l’outlook per i tassi di default globali è in effetti molto basso, fa notare Joseph Little, chief global strategist di Hsbc Global Asset Management: “Gli spread del credito si sono leggermente ampliati dall’inizio dell’anno, fattore che ha reso alcune asset class, come il global high yield, leggermente più interessanti in termini di valutazione, anche se, a nostro avviso, questo non è ancora sufficiente per ottenere un’esposizione significativa”.
Hans-Jörg Naumer, global head of capital markets & thematic research di Allianz Global Investors
Hans-Jörg Naumer, global head of capital markets & thematic research di Allianz Global Investors, osserva che in una fase come questa se si vogliono ottenere rendimenti è necessario assumere qualche rischio. Tra i titoli governativi, i bond dell’Eurozona risentono dei crescenti rischi politici, mentre i Bund tedeschi sono caratterizzati da bassi rendimenti di lungo periodo che appaiono giustificati dai fattori ciclici fondamentali. Anche gli emergenti appaiono indeboliti da alcuni fattori strutturali negativi e negli Usa il trend di appiattimento della cruva dei Tresury dovrebbe proseguire invariato. Sul fronte corporate invece per Naumer “i premi per il rischio delle obbligazioni high yield Usa appaiono supportati dai dati su fondamentali e mercati finanziari. I titoli corporate di migliore qualità sembrano per contro moderatamente sopravvalutati”.
Carl Whitbeck, gestore della strategia US Short Duration HighYield di Axa Im
Anche per Carl Whitbeck, gestore della strategia US Short Duration HighYield di Axa Im le strategie Us short duration high yield potrebbero “essere la soluzione ideale in questo periodo di incertezza. Con uno yield-to-worst medio del 4,9% circa al 31 maggio 2018, crediamo che la nostra strategia Us short duration high yield offra un reddito competitivo rispetto a molti altri strumenti a reddito fisso”, con un tasso di insolvenza nel segmento alto rendimento che resterà relativamente favorevole, intorno al 2% o meno”, conclude.
Lo rivela la sesta edizione del Global Sovereign Asset Management Study, il report annuale di Invesco sul comportamento di investimento condotto tra 126 tra investitori sovrani e responsabili delle Banche Centrali di tutto il mondo
Andrea Iannelli, Fidelity International: “Le banche non hanno notato nessun cambiamento degno di nota nel comportamento dei clienti in termini di afflussi o deflussi di depositi”
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