“A rischio e rendimento si affianca la sostenibilità”, afferma Simone Chelini, head of ESG & Strategic Activism di Fideuram AM SGR, che discute con FocusRisparmio su come si costruisca una leadership duratura in materia di sostenibilità
Simone Chelini, head of ESG & Strategic Activism di Fideuram AM SGR
“La leadership sulla sostenibilità si costruisce come in tutti i campi partendo dalla competenza. Perché la sostenibilità è un argomento complesso che è passato recentemente dall’essere di nicchia a mainstream. Ovviamente il risvolto della medaglia, come sempre quando tutti intervengo su un tema, è che non sempre le riflessioni hanno la necessaria profondità”.
Simone Chelini, head of ESG & Strategic Activism di Fideuram AM SGR, parte dalla certificazione di un dato di fatto, la centralità dei fattori Esg in ambito di investimenti, per andare subito nel dettaglio di ciò che serve per essere autorevoli e insieme innovatori.
“Innanzitutto, c’è bisogno di una serie di competenze incrociate che partono dall’analisi di materialità finanziaria e dunque delle conseguenze positive o negative subite dall’investimento per finire a quelle tecnico scientifiche. Infatti, le metriche Esg, in particolare in ambito ambientale, sono molto tecniche e si basano il più delle volte su stime elaborate sulla base di modelli tecnico scientifici. In merito alle emissioni, ad esempio, si utilizza il metodo dell’equivalenza riportando ad un unico parametro, quello dell’anidride carbonica, tutta una serie di gas che a volte sono molto più inquinanti della CO2”.
Come si lega questa necessità di competenze specifiche all’investimento?
Partendo dalla nostra natura e missione in quanto case di gestione del risparmio. In qualità di asset manager il nostro compito è valorizzare nel tempo i risparmi dei nostri clienti. Tradurre in parametri finanziari le metriche di sostenibilità ha acquistato lo status di primario obiettivo della nostra industria poiché è ormai acclarato che l’integrazione di tali parametri nella gestione dell’investimento porta, a parità di rischio, a maggiori profitti.
Otteniamo dunque una maggiore efficienza del portafoglio che oggi dobbiamo considerare in tre dimensioni e non più solo sui due classici vettori rischio/rendimento finanziario. I fattori Esg costituiscono la terza dimensione ed individuano a loro volta rischi ed opportunità. Inoltre, sia le case di gestione e che i wealth manager devono tenere in considerazioni gli impatti sulla sostenibilità dei loro investimenti sia perché lo impone la regolamentazione sia perché lo chiede un numero sempre maggiore di clienti cosa anche ben più rilevante In altri termini sia i clienti che i regolatori spingono a fornire trasparenza sullele esternalità positive o negative generate attraverso la gestione degli investimenti.
Si nota nell’industria un movimento dalla considerazione della sostenibilità come legata ai rischi di investimento alla sostenibilità come carattere distintivo dell’economia del futuro. Qual è la posizione di Fideuram AM SGR?
Esistono ormai una serie di studi che certificano il volume di attività economiche legate alla transizione sostenibile attese nel breve, medio e lungo periodo. La sostenibilità non è solo lotta al cambiamento climatico per quanto oggi sia il fattore più evidente. Esistono, infatti, opportunità straordinarie di investimento diffuse. Il World Economic Forum stima, in uno studio del 2020, che entro il 2030 si creeranno quasi 400 mila posti di lavoro e 10.000 miliardi di dollari di nuove attività legate alla sostenibilità. Un’opportunità che va intercettata.
La nostra posizione tiene sempre in considerazione la complessità concettuale del concetto di sostenibilità che non può essere approcciata con leggerezza. Pensiamo al rapporto tra capitale umano e capitale naturale che dal nostro punto di vista devono essere messi sullo stesso piano in una visione olistica. Un altro aspetto fondamentale riguarda la consistenza e rilevanza dei dati che riguardano la sostenibilità. Anche qui è necessario prestare attenzione agli eccessi, tra cui quelli di una reportistica troppo granulare che perde di attendibilità, confrontabilità e quindi di efficacia. In questo senso dobbiamo concentraci su ciò che serve e che è davvero rilevante perché la sfida che abbiamo di fronte è epocale e non possiamo permetterci di sottovalutarla o di farci distrarre da fattori marginali. Siamo di fronte ad una transizione necessaria che anche se avrà costi elevati non solo premetterà di intercettare enormi opportunità ma permetterà di evitare i costi di una mancata transizione che sarebbero infinitamente più alti.
La relazione fra criteri Esg, fund selection e mercati privati indagata nell’intervista di FocusRisparmio al CIO Multimanager and Alternative Investments di Fideuram Asset Management SGR. “Ancora grande spazio di crescita nei portafogli wealth”, afferma
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