SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 7 NOVEMBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Banche, cresce la protesta contro Bce e Vigilanza
Tra le banche europee cresce l’insofferenza verso l’eccessivo dirigismo della Vigilanza Bce. Almeno tre i fronti aperti: i timori di interventi su singole banche per limitare la distribuzione dei dividendi o di procedere con i previsti buy back, la revoca unilaterale decisa da Bce sulle condizioni dei 2.100 miliardi di prestiti Tltro, l’eccessiva presenza di ispettori della Vigilanza durante le riunioni dei cda delle banche. Attesa la valutazione della Federazione bancaria europea presieduta da Ana Botin.
Alessandro Graziani, Il Sole 24 Ore
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Tech & tassi: ecco chi vince
La premier italiana non è una replica dell’ex collega di Londra, che esordì in settembre con una manovra di bilancio così fortemente in deficit e subito valutata così inutile per la crescita da costringerla alle dimissioni nel pieno di una rivolta dei mercati. Per Meloni non sta andando così, non per il momento. Dopo aver ripetuto alla noia che non si fanno scostamenti di bilancio («se non quando necessario»), la premier ha esordito con uno scostamento di bilancio al quale i mercati hanno risposto con uno sbadiglio. L’obiettivo di deficit del governo di Mario Draghi era al 3,9% del prodotto interno lordo (Pil) nel 2023 e del 3,3% l’anno dopo, ma Meloni ha alzato entrambe le asticelle: al 4,5% l’anno prossimo e al 3,7% nel 2024, quando probabilmente torneranno attive — benché rinnovate — le regole di bilancio europee. Per la verità, a causa del carattere irripetibile delle entrate che arriveranno dai vari condoni in cottura, per far scendere il deficit al 3,7% nel 2024 servirà un nuovo aggiustamento.
Federico Fubini, Il Corriere della Sera
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Stop di Poste alla cessione crediti. Ma la corsa del 110% continua
Non si tratta – va detto – di un cambiamento sorprendente. Poste, in questo modo, si allinea a quanto stanno già facendo i principali istituti di credito sul mercato. Vista la capacità fiscale ormai in esaurimento, infatti, la linea sempre più diffusa è quella di non accettare nuove pratiche, ma di lavorare soltanto al completamento di quelle già avviate. Resta, però, una novità importante che porterà molti problemi ai clienti, perché Poste era uno dei pochissimi soggetti con le porte ancora aperte alle cessioni ed era un riferimento soprattutto per i venditori più piccoli. Nessuna spiegazione ufficiale sulle ragioni dello stop. Sicuramente, però, pesa l’incertezza normativa che continua a caratterizzare il settore. Sono molte le novità intervenute in queste settimane: da ultimo, le sentenze della Cassazione che hanno fissato una disciplina molto penalizzante per gli acquirenti in materia di sequestri preventivi.
Giuseppe Latour, Il Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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