SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 6 OTTOBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Da Fed e minute Bce una doccia fredda
“Mi aspetto di vedere perdite e fallimenti in giro per il mondo con i tassi che salgono e mi aspetto anche dei crack nel mercato finanziario Usa, ma l’asticella in grado di far cambiare direzione alla politica monetaria della Fed è alta”. Ned Kashkari, Presidente della Fed di Minneapolis, non le ha mandate a dire. E non l’ha fatto neppure la sua collega di Cleveland, Loretta Mester, che ha ribadito ancora una volta che gli Stati Uniti sono in un inaccettabile contesto di inflazione elevata. In Europa stessa musica. I verbali dell’ultima riunione della Bce, pubblicati ieri, hanno ribadito il concetto: l’inflazione è troppo alta ed è dunque “opportuno compiere un ulteriore passo sulla via della normalizzazione della politica monetaria”.
Morya Longo, Sole 24 Ore
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Fitch: “Poco spazio per cambiare il Pnrr”
“C’è solo un percorso stretto per la rinegoziazione del Pnrr, con il rischio di un confronto che porta solo a piccoli cambiamenti” perché aperture della commissione Ue in questa direzione sono “improbabili”. E sono “molto limitati” anche i margini fiscali per la prossima manovra, dal momento che “c’è il rischio che l’annuncio di disavanzi più elevati possa innescare una reazione avversa del mercato”. Continua la pioggia dei moniti internazionali sui conti italiani. Ieri è stata la volta di Fitch, che in un nuovo focus sull’Italia punta dritto sui due snodi più delicati nella politica economica che impegnerà l’avvio del prossimo governo. Per la verità il report di Fitch imbocca una strada meno inaspettata rispetto a quella scelta mercoledì da Moody’s, che ha anticipato il rischio concreto di un abbassamento del rating italiano in caso di rallentamento ulteriore della crescita dovuti anche al ripensamento delle riforme Pnrr o di misure che aumentino il deficit o il debito a medio termine. Del resto va ricordato che nelle tabelle di Fitch i BTp occupano una posizione relativamente più tranquilla (il rating è BBB con outlook stabile) rispetto a quello che accade in Moody’s.
Gianni Trovati, Sole 24 Ore
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Le banche italiane investono 6 miliardi in tecnologia
La pandemia ha cambiato non solo l’organizzazione del lavoro e il profilo dei clienti ma anche le scelte di investimento delle banche italiane. Che negli ultimi tre anni hanno aumentato il volume di fuoco nell’ambito della tecnologia. Considerando che nel 2020 la spesa annuale in tecnologia del sistema bancario italiano si è attestata a 5,3 miliardi -registrando mediamente una crescita del 4% annuo- nel 2022 ci si può aspettare una spesa compresa fra i 5,5 e i 6 miliardi Ne è convinto Iacopo Mancini, Partner di Bain e Company.
Luca Gualtieri, Milano Finanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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