SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 5 OTTOBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
La Bce riduce il sostegno ai Btp
La Bce non ha utilizzato ad agosto e settembre la flessibilità nei reinvestimenti di titoli del piano pandemico Pepp per sostenere i titoli italiani. Non c’è stato quindi un aiuto specifico di Francoforte per il Paese nel periodo prima e dopo le elezioni del 25 settembre. L’esposizione netta della banca centrale verso l’Italia è scesa di 1,24 miliardi. Ciò vuol dire che i titoli scaduti sono stati più di quelli ricomprati. A giugno e luglio l’ammontare era invece aumentato di 9,76 miliardi. La Bce e la Banca d’Italia hanno comunque ancora 287,82 miliardi di titoli italiani nel Pepp (su 1.660 miliardi totali) e 443 miliardi nell’altro programma di acquisto App (con un calo di 4,3 miliardi a settembre). Negli ultimi due mesi i titoli acquistati dalla Bce nel piano pandemico sono diminuiti per altri Paesi del Sud Europa come la Spagna (-200 milioni) e la Grecia (-888 milioni), ma anche per Stati del Nord tra cui la Germania (-3,06 miliardi). In aumento invece per 1,97 miliardi i bond della Francia. Il portafoglio complessivo per l’Eurozona è calato di 4,32 miliardi.
Francesco Ninfole, Milano Finanza
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Moody’s lancia lo spread a 242
Le Italia resta osservata speciale delle agenzie di rating e i mercati azionari e obbligazionari – ancora in attesa di conoscere formazione e programmi del nuovo governo che guiderà il Paese – hanno paura. Ieri il campanello d’allarme è stato lanciato da Moody’s, che lo scorso venerdì aveva confermato su Roma il giudizio Baa3 con outlook negativo, l’ultima soglia prima del declassamento del debito a “junk”, cioè spazzatura. La nota di aggiornamento, ha precisato la società americana, non costituisce “un’azione di rating”, ma i suoi contenuti sono bastati a scatenare un’ondata di vendite su Piazza Affari e sui titoli di Stato che a inizio settimana sembrava arginata, se non proprio invertita da due sedute di acquisti robusti e generalizzati.
Marco Capponi, Milano Finanza
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Borse, il rimbalzo dura poco
Le speranze sono durate poco. Dopo il forte rimbalzo delle Borse degli Wtimi giorni (dai minimi di venerdì a martedì sera Wall Street aveva recuperato il 5,8% e i listini europei il 5%), ieri è arrivato il bagno di realtà: quel forte rialzo forse era solo fuoco di paglia. E, sebbene da un sondaggio di Assiom-Forex con il Sole 24 Ore-Radiocor emerga che ormai il 57% degli operatori prevede indici stabili o in rialzo nell’arco dei prossimi mesi, le Borse europee sono tornate a scendere e i rendimenti dei titoli di Stato a salire: così Milano ha ri-perso l’1,52%, Francoforte l’1,23% e Parigi l0 0,98%. Sul fronte dei titoli di Stato, il rendimento dei Bund decennali è tornato sopra il 2% (dal 57% 1’1,88% di martedì) e quello dei BTp (su cui ha pesato anche il monito di Moody’s sul rating dell’Italia) è salito al 4,43% dal precedente 4,18%.
Morya Longo, Sole 24 Ore
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