SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 6 GIUGNO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Faro sul rating Esg dei fondi
Dopo il caso Dws, che la scorsa settimana ha visto la polizia fare irruzione negli uffici di Francoforte del colosso del risparmio gestito (928 miliardi di euro di asset a fine 2021) e della controllante (80%) Deutsche Bank con l’accusa di greenwashing, torna al centro dell’attenzione il tema dei fondi Esg che in realtà investono poco nell’ambiente, nel rispetto della dignità umana e del lavoro. Come riporta il settimanale MF-Milano Finanza nel numero in edicola, neppure un fondo su 10 classificato da Lipper (Refinitiv) come Esg lo è davvero. Il dato emerge dal database Faire Fonds, che si basa sulle analisi di Facing Finance e Urgewald. lI portale è partito dai 2.163 fondi di investimento autorizzati alla distribuzione in Germania, fra quelli proprietari e di terze parti delle quattro maggiori società del Paese…
Elena Del Maso, MF
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ESG’s moment of reckoning
The term ESG is less than two decades old, but it may already be coming to the end of its useful life. The acronym dates back to 2004, when a report commissioned by the UN called for “better inclusion of environmental, social and corporate governance (ESG) factors in investment decisions”. In the wake of corporate scandals such as Enron and WorldCom, and the Exxon Valdez oil spill, financial institutions eagerly signed on to the “global compact”. It took a while to catch on. Between May 2005 and May 2018, ESG was mentioned in fewer than 1 per cent of earnings calls, according to analysis by asset manager Pimco. But once ESG became mainstream, it quickly became ubiquitous in the corporate landscape. By May 2021 it was mentioned in almost a fifth of earnings calls, after a surge in prominence over the pandemic. Investing within an ESG framework is 21 22 now the fastest-growing segment of the asset management industry. Assets in ESG funds grew 53 per cent year on year to $2.7tn in 2021, according to data provider Morningstar, amid a gold rush by asset managers to tap into rising investor demand by rebranding their funds as sustainable or launching new ones…
Harriet Agnew – Adrienne Klasa – Simon Mundy, Financial Times
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Mutui, il tasso variabile recupera appeal
Mutui, sta tomando in auge il tasso variabile. A fine 2021 la dominance del fisso era pressoché totale rivestendo il 95% delle richieste. Ad oggi invece, il variabile ha rosicchiato molto terreno ricoprendo il 24%della domanda. Un crescendo vertiginoso, con una media di otto punti percentuali al mese nell’ultimo trimestre. Di questo passo non è impossibile ipotizzabile un sorpasso nella seconda metà. dell’anno. Sembra un paradosso perché questa nuova tendenza di mercato si sta affermando proprio nel momento in cui i timori per un aumento ulteriore dell’inflazione dovrebbero in teoria spingere i mutuatari a scegliere la protezione del tasso fisso. Ma cosa sta accadendo? I mutuatari sono improvvisamente impazziti trasformandosi da formiche (attitudine tipica dei risparmiatori italiani che si riflette, lato mutui, in una storica preferenza per il fisso) in cicale? La risposta la dà il mercato delle nuove offerte. I mutui a tasso fisso stanno subendo dei rialzi eccezionali, complice l’impennata degli indici Eurirs a cui sono agganciati per il calcolo delle rate. L’Eurirs a 20 anni è balzato dallo 0,6% di inizio anno al 2,07%. Di conseguenza, pur mantenendo invariato lo spread (la percentuale di guadagno lordo che la banca fissa nell’operazione e che si aggiunge all’Eurirs per stabilire il tasso fisso finale) i nuovi mutui a rata bloccata sono visibilmente più cari rispetto a pochi mesi fa…
Vito Lops, Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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