SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 4 MAGGIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Banche nuove uscite da Mosca
Alla vigilia delle trimestrali di Unicredit e Société Générale, due tra le banche più esposte al mercato russo, anche l’austriaca Raiffeisen ha annunciato un possibile passo indietro da Mosca. Il gruppo cooperativo con sede a Vienna opera in Russia dal crollo dell’Unione Sovietica e fa nella regione circa un terzo ai profitti. Parlando agli analisti il ceo Johann Strobl ha rivelato di aver ricevuto manifestazioni di interesse non sollecitate per le attività presenti nel Paese e di essere pronto a esaminare con attenzione queste proposte nelle prossime settimane. Raiffeisen non è peraltro la prima banca ad annunciare un possibile passo indietro dalla Russia.
Luca Gualtieri, MilanoFinanza
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Fed rialza i tassi Usa dello 0,50%
La Federal Reserve (Fed) ha alzato i tassi di interesse di mezzo punto percentuale, portando il costo del denaro in una forchetta compresa fra lo 0,75% e l’1 per cento. Per la Banca centrale americana si tratta del primo aumento da mezzo punto dal 2000, e della prima volta, dal 2006, che alza i tassi in due riunioni consecutive. In marzo la Fed aveva ritoccato al rialzo il costo del denaro di un quarto di punto. Il governatore Powell: inflazione troppo alta. Wall Street accelera dopo l’annuncio. L’invasione dell’Ucraina, ricorda la Fed, crea ulteriori pressioni al rialzo sull’inflazione. E i blocchi Covid in Cina rallentano gli approvvigionamenti.
Valsania, Longo, Il Sole 24 Ore
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Europa, slitta nuovo piano di sanzioni
Gli Stati membri hanno bisogno di più tempo per esaminare il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina, presentato ieri dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, alla plenaria del Parlamento Ue riunita a Strasburgo. I Ventisette hanno ricevuto il testo a mezzanotte e la prima discussione è avvenuta ieri tra gli ambasciatori. Ungheria e Slovacchia, secondo la proposta, avrebbero tempo sino alla fine del 2023, un anno in più, per dire addio al petrolio di Mosca. Intanto le quotazioni del greggio sono schizzate del 5% in poche ore. Ma Budapest ha subito respinto il piano Ue perché «distruggerebbe completamente la sicurezza energetica del Paese», come spiegato dal ministro degli Esteri Peter Szijjarto in un video su Facebook.
Francesca Basso e Gian Guido Vecchi, Corriere della Sera
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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