SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 4 APRILE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Borse volatili con la guerra e aspettative sul rialzo tassi
La settimana delle Borse è partita ancora in rialzo, nonostante il nervosismo per il naufragio delle speranze di pace tra Russia e Ucraina e per le conseguenze del conflitto, che si fanno sempre più pesanti. A Piazza Affari il Ftse Mib, che di recente aveva corso più degli altri listini, ha chiuso in parità (+0,05%), mentre il Dax di Francoforte ha guadagnato lo 0,5% e il Cac 40 di Parigi lo 0,7%. Anche Wall Street è stata volatile e solo il Nasdaq ha tenuto la barra dritta sopra l’1% grazie anche alla spinta di Twitter, tornata verso i 5o dollari sugli acquisti di Elon Musk, il patron di Tesla, che ha acquistato più del 9% del capitale. Il mercato obbligazionario è stato altrettanto vivace, ma in un’unica direzione, quella del ribasso.
Marzia Redaelli, Sole 24 Ore
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Perché la notizia del declino di re dollaro è una esagerazione
Si stanno combattendo due guerre parallele: quella sanguinosa scatenata dall’aggressione russa e quella finanziaria, meno visibile, ma ricca di implicazioni per il futuro assetto politico ed economico dell’economia globale. Il terreno conteso in questa seconda guerra è l’egemonia del dollaro che non è mai stata in discussione dalla fine della seconda guerra mondiale. Barry Eichengreen, autorità indiscussa su questo tema, per intitolare un suo libro in materia ha preso in prestito un’espressione («esorbitante privilegio») coniata da Valéry Giscard d’Estaing quando era ministro delle Finanze durante la presidenza di Charles de Gaulle: dato il ruolo del dollaro come valuta di riserva, gli Stati Uniti possono stampare moneta (e quindi spendere) senza avere proporzionali effetti sui prezzi interni. Egemonia del dollaro ed egemonia politica americana sono quindi due facce della stessa medaglia. Sia il Fondo monetario sia l’Ocse hanno previsto un indebolimento della posizione del dollaro, ma non sarà un processo lineare e tanto meno privo di contraccolpi. Gli Stati Uniti considerano la supremazia del dollaro come una parte integrante del loro potere politico, militare e finanziario e la storia degli ultimi decenni ha dimostrato che non sono disposti a condividere questa posizione.
Marco Onado, Sole 24 Ore
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Che ruolo avranno le fondazioni nel mondo post covid
Il 7 ed 8 aprile si terrà a Cagliari il XXV congresso dell’Acri, l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria e delle Casse di risparmio, presieduta da Francesco Profumo che terrà la relazione di apertura. Meritoriamente, il congresso si tiene all’insegna dell’approfondimento delle vie dell’uguaglianza, mentre, appunto, il problema delle disuguaglianze (di reddito, di istruzione, di opportunità, di condizioni ambientali e sanitarie, di fruizione di beni pubblici globali) si fa più acuto. Le fondazioni, in quanto pilastro del terzo settore, nel tempo hanno dato prova della capacità progettuale e realizzativa anche nel campo del contrasto delle disuguaglianze con programmi dovuti, innanzitutto, all’azione dello storico leader del settore, Giuseppe Guzzetti, nel campo dello housing sociale, del welfare di comunità, della povertà educativa e della povertà tout court. Oggi le risorse disponibili da questi enti privati di utilità sociale, con un patrimonio complessivo di circa 40 miliardi, non sono quelle che non molti anni fa si potevano prevedere scontando una loro crescita che, invece, è rallentata o, in alcuni casi, bloccata per gli impatti della pandemia e per la riduzione degli apporti provenienti dai dividendi delle banche partecipate.
Angelo De Mattia, Milano Finanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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