SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 29 GENNAIO 2024
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Londra peggio che nel 2008: allarmi utili record in Borsa
Una situazione peggiore che all’apice della grande crisi finanziaria: ben 294 società quotate in Gran Bretagna hanno lanciato profit warning nel 2023, una percentuale del listino superiore a quella del 2008. Un rapporto della società di revisione EY con Parthenon, reso noto ieri, rivela che il 18,2% delle aziende quotate è in stato di crisi, contro il 17,7% registrato nel 15 anni fa. All’inizio erano state soprattutto le società medie e piccole, considerate più vulnerabili a fluttuazioni della domanda, a lanciare allarmi utili. Nell’ultimo trimestre 2023 però un terzo delle imprese in difficoltà aveva un fatturato superiore al miliardo di sterline, segnale di quanto la crisi si sia ampliata in pochi mesi.
Nicol Degli Innocenti, Sole 24 Ore
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Bce e tassi, taglio ad aprile più vicino
Il primo taglio dei tassi sarà in aprile, perché l’inflazione arriverà prima del previsto, prima del 2025, al target del 2% a medio termine per rimanervi in maniera sostenibile. A chi non piacerebbe sentire queste parole scandite da un membro del comitato esecutivo della Bce, se non dalla stessa presidente Christine Lagarde, per confermare la scommessa dei mercati che ieri hanno aperto la settimana dando una probabilità dell’87% a un primo ribasso dei tassi nell’area dell’euro in aprile. Era al 93% dopo la riunione della Bce dello scorso giovedì e al 67% prima della riunione. Ma la Bce non ragiona come i mercati e non dipende dai mercati. La politica monetaria della Bce segue un approccio guidato dai dati, prevalentemente sull’inflazione ma non solo, e quindi attenderà i dati del primo trimestre, alcuni dei quali per esempio sui salari arriveranno in aprile, prima di poter prendere le prossime decisioni.
Isabella Bufacchi, Sole 24 Ore
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Evergrande in liquidazione getta un’ombra sulla Borse
Anche la poca terra rimasta sotto le fondamenta sta franando e stavolta per Evergrande potrebbe essere davvero la fine. La decisione con cui l’Alta Corte di Hong Kong ha disposto ieri la messa in liquidazione del colosso immobiliare cinese suona infatti come una sentenza di morte. Resta ancora un lumino di speranza, quel ricorso in appello già messo in canna da un gruppo che annaspa sotto l’onda di debiti per oltre 300 miliardi di dollari.
Rofolfo Parietti, Il Giornale
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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