SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 26 GENNAIO 2024
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Tra le banche e la Borsa si fa largo il private debt
Tra banche e Borsa si fa largo il private debt, il mercato del credito diretto alle imprese da parte di fondi specializzati e alternativi. Il grido di dolore che spesso si sente salire dai piccoli e medi imprenditori, di cui è ricca l’economia italiana, di fronte alla difficoltà nel trovare finanziamenti sufficienti a supportare la crescita della propria attività, comincia a trovare una risposta consistente in un mondo di operatori che è ancora piccolo ma in forte crescita. Ovviamente gli americani e i mercati anglosassoni la fanno da padroni quando si parla di finanza evoluta. Secondo un recente articolo di Lcd News, gli operatori di mercato (fondi di private equity, fondi di private debt e advisor) prevedono che questa asset class possa raggiungere i 2 trilioni di dollari già nel 2025.
Giovanni Pons, Affari & Finanza di Repubblica
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I Big Tech pesano un terzo di Wall Street ma saliranno ancora?
I Magnifici Sette sono tornati alla carica, trascinando l’intera Borsa di Wall Street. Sono i leader dell’indice azionario S&P500 (in ordine alfabetico): Alphabet, la capogruppo di Google, Amazon.com, Apple, Meta, la capogruppo di Facebook, Microsoft, Nvidia e Tesla. Grazie a loro l’S&P500 ha toccato nuovi massimi nei giorni scorsi. Dai minimi del 12 ottobre 2022, i Magnifici Sette si sono rivalutati del 65%, quasi il doppio del 35% di performance dell’intero indice e molto di più del 25% delle rimanenti 493 società componenti lo stesso indice. Nel solo 2023 i sette titoli guida hanno aggiunto 5 trilioni (5 mila miliardi) di dollari al proprio valore di mercato, raddoppiandolo. Poi hanno continuato a correre in gennaio (+4,496, il doppio dell’S&P5oo, fino al 24/1) arrivando a valere complessivamente 12,3 trilioni, l’equivalente del Prodotto interno lordo di Germania, Giappone e India, oppure l’equivalente del pil di altri cinque Paesi fra i primi dieci al mondo per forza economica, Gran Bretagna, Francia, Italia, Brasile e Canada.
Maria Teresa Cometto, L’Economia del Corriere della Sera
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Effetto tassi, raddoppiano i profitti. E per le banche la corsa non è finita
Fino a qualche settimana fa gli analisti che facevano previsioni sul settore bancario italiano sostenevano che dopo un 2023 record, il comparto avrebbe iniziato un lieve calo. Il motivo? La progressiva discesa dei tassi di interesse, prospettata e attesa dalla primavera in avanti. Paradossalmente, è stato il Mar Rosso a gelare i mercati. Le analisi finanziarie sono tutte effettuate al netto di eventi geopolitica imprevedibili e l’escalation nel mare mediorientale è esattamente uno di quegli eventi non programmabili che rischiano di avere impatto notevole. Le imbarcazioni non possono più transitare attraverso il Canale di Suez, salgono i costi dei noli, le consegne arrivano in ritardo e le filiere produttive sono a rischio. Traduzione: forte rischio di un ritorno di pressioni inflazionistiche. E così la Bce, oltre a lasciare inalterati i tassi, ha spiegato che a marzo verranno comunicate le prime stime sull’impatto quantitativo della crisi, ma soprattutto ha preso tempo sulla discesa dei tassi. Il settore bancario italiano torna così sotto i riflettori.
Manuel Follis, La Stampa
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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