SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 28 MARZO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Boom del private equity
«Il 2021 è stato il miglior anno di sempre». Ad Arma Gervasoni, direttore generale di Aifi, bastano poche parole per commentare i dati sul 2021 dei fondi di private equity italiani: con investimenti per 14,7 miliardi di euro, che corrispondono a una crescita del 123% rispetto al 2020, questo settore ha toccato vette mai viste prima. Per capire le proporzioni, basta un numero: il precedente record degli investimenti, registrato nel 2018, si era fermato a9,8 miliardi. Il numero del 2021 è stato sostenuto in maniera considerevole dagli investimenti nel settore delle infrastrutture: 7,6 miliardi, con una crescita del 480%, grazie anche ad alcune operazioni molto grosse fatte da fondi internazionali. Ma anche escludendo le infrastrutture, la crescita è stata del 33% a 7 miliardi di euro: dato che fa spiccare l’Italia nel 2021, anche quando la si confronta con altri Paesi europei.
Morya Longo, Il Sole 24 Ore
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Green bond, attesi 240 miliardi di dollari
Con quasi 700 emissioni nei primi tre mesi dei 2022, il mercato dei green bond non conosce freni. Nemmeno la guerra ha rallentato il ricorso alle obbligazioni verdi, che secondo gli ultimi dati di Cbi (Climate bond initiatives) sono proiettate verso un controvolume di 1.000 miliardi di dollari già per quest’ anno, il doppio di quanto raggiunto nel 2021, oltre 500 miliardi di dollari, risultato già di per sé record che ha portato a 1.600 miliardi il volume complessivo raggiunto a oggi. I primi tre mesi dell’ anno, secondo stime di mercato, potrebbero chiudere intorno ai 240 miliardi di dollari. Tenendo come valuta di riferimento l’euro, il bond più sostanzioso è quello emesso dalla Francia, per oltre 2,7 miliardi.
Angelica Romani, MilanoFinanza
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Deficit 2022, ipotesi del 5,9%
Nel Documento di economia e finanza atteso giovedì in consiglio dei ministri l’obiettivo di deficit per quest’anno potrebbe salire al 5,9-6%, abbandonando 115,6% fissato lo scorso ottobre dalla Nadef. L’aumento del disavanzo non sarebbe quindi enorme, in un quadro di finanza pubblica aiutato dal trascinamento delle maggiori entrate prodotte dal rimbalzone 2021 e dall’inflazione che gonfia il Pil nominale, base di calcolo per il rapporto con l’indebitamento netto e con il debito. Proprio il debito, o meglio l’esigenza di continuare anche se a ritmi decisamente meno sostenuti la discesa avviata l’anno scorso, traccia confini degli spazi di manovra aggiuntivi per le misure ulteriori contro il caro-energia e per 11 sostegno alle attività economiche che il governo ha intenzione di avviare sulla base del nuovo programma di finanza pubblica.
Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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