SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 28 LUGLIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
La frenata non spaventa le Borse
Se davvero le prossime decisioni di politica monetaria negli Stati Uniti dipenderanno dalle indicazioni in arrivo giorno dopo giorno dall’economia, come ha lasciato intuire due giorni fa il presidente della Federal Reserve Jerome Powell subito dopo aver dato un’altra spinta all’insù ai tassi di 75 punti base, gli investitori hanno avuto un bel da fare ieri nel prendere posizione dopo l’indicazione (non senza sorpresa) di una recessione tecnica in arrivo nel Paese. Sulla carta il rallentamento economico apre infatti da un lato la porta a una pausa del ciclo rialzista della Banca centrale Usa, dall’altro però non può che generare apprensione per gli effetti a catena in grado di causare, a maggior ragione se Washington avesse sbagliato i calcoli e la situazione sfuggisse di mano generando una recessione profonda.
Maximillian Cellino, Il Sole 24 Ore
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Pil, l’America entra in recessione
L’economia degli Stati Uniti è in recessione tecnica. Il Pil è sceso dello 0,9% nel secondo trimestre, dopo il calo dell’1,6% nel primo. Due trimestri consecutivi di contrazione, quindi recessione. Il dato del secondo trimestre è inoltre peggiore delle attese degli analisti, che scommettevano su un +0,4%. Il presidente americano, Joe Biden, ha commentato dicendo che, «dopo la storica crescita dello scorso anno, non sorprende che l’economia stia rallentando mentre la Federal Reserve agisce per ridurre l’inflazione», alzando i tassi d’interesse. Cosa che ha cominciato a fare anche la Banca centrale europea anche se, come osserva il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, la Bce potrebbe astenersi da un altro robusto aumento dei tassi di interesse nella prossima riunione, per via delle tiepide prospettive di crescita.
Enrico Marro, Corriere della Sera
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Le parole di Powell
I mercati hanno sposato l’idea che la Fed rallenterà i rialzi anche se manca una indicazione certa di Riccardo Sorrentino Cosa ha veramente detto Powell? I mercati hanno sposato con convinzione l’idea che la Fed rallenterà i rialzi. È però difficile trovare – nella nota introduttiva e nella trascrizione della conferenza stampa – un’indicazione univoca sull’intenzione di cambiare velocità. «Siamo preoccupati che qualcuno sul mercato possa vedere la svolta che vuole vedere», ha scritto in una nota Krishna Guha di Evercore Isi. Perché? Si ascolti Powell. Nell’introduzione – scritta – alla conferenza stampa ha ripetuto l’attuale approccio: tutto dipende dai dati. Aggiungendo subito, dopo aver ricordato il rialzo di 75 punti base appena deciso, un piccolo inciso: «Mentre un’altra, inusuale, ampia stretta potrebbe essere appropriata alla prossima riunione, questa è una decisione che dipenderà dai dati». La sua prima indicazione sottolinea quindi la possibilità concreta di un terzo rialzo da 75 punti base (il quarto nella storia dei Fed funds). «Inusuale» è proprio la parola usata a giugno per definire un aumento dei tassi di questa portata (e le banche centrali sono molto attente al linguaggio che usano). Non sembra l’annuncio di un rallentamento del ritmo dei rialzi.
Riccardo Sorrentino, Il Sole 24 Ore
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