SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 26 MAGGIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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I corvi e la scelta della Bce
L’azione dei corvi è una negazione dei princìpi su cui si fonda l’efficacia della comunicazione come strumento della politica monetaria. Il principio cardine è che la comunicazione è efficace se influenza le aspettative di mercati, famiglie e imprese nella direzione migliore per stabilizzare la crescita economica e l’inflazione. Ma per essere efficace la comunicazione deve essere credibile. La comunicazione lo è se è istituzionale. Infine: la comunicazione istituzionale deve essere prevedibile in tempi normali, ma in tempi eccezionali deve saper sorprendere. Prendiamo il famoso «whatever it takes». Era il 26 luglio del 2012 quando il presidente della Bce pronunziò la famosa frase. Se leggiamo i giornali del giorno dopo, si rimane colpiti dalla correlazione tra parole ufficiali, ma inattese, e gli effetti sui valori obbligazionari e azionari, che innescheranno poi una duratura e virtuosa inversione di tendenza.
Donato Masciandaro, Il Sole 24 Ore
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La Fed pronta a tutto per bloccare la corsa dei prezzi
La Fed è pronta a varare misure più restrittive, se fossero necessarie per raffreddare l’inflazione, salita all’8,5%. Nello stesso tempo però è prudente, perché è conscia del rischio di mancare l’obiettivo dell’atterraggio morbido e spingere gli Stati Uniti verso la recessione. Queste indicazioni, contenute nelle minute del vertice della banca centrale americana di inizio maggio, sono bastate a ridare un po’ di slancio a Wall Street, perché gli operatori finanziari avevano già messo in conto almeno un altro paio di aumenti dei tassi di mezzo punto, ma non hanno letto nelle note il pericolo imminente di rialzi ancora più marcati del costo del denaro.
Paolo Mastrolilli, La Repubblica
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Bond digitali immuni ai bitcoin
Le criptovalute hanno visto la capitalizzazione scendere a quasi un terzo, dal picco di 3.000 miliardi di dollari di fine 2021 ai circa 1.300 miliardi attuali, e Marochini cita tra le cause le vicende legate alla stablecoin Terra-Luna. Secondo Societé Générale non c’è impatto sui bond digitali che, per chiarezza, funzionano convertendo diritti o valore economico di un asset, che sia un immobile o uno strumento finanziario, in token digitali basati sulla Dlt, la tecnologia del registro distribuito. Quelli creati dal colosso francese dei servizi finanziari sono quotati alla Borsa del Lussemburgo. Il primo risale al 2019, un bond digitale da 100 milioni legato alle obligations de financement de l’habitat. Allo stesso tempo è stata lanciata la startup interna Societé Générale-Forge.
Angela Zoppo, MilanoFinanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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