SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 25 MAGGIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Gestire la liquidità in tempi di inflazione
L’aumento dei tassi d’interesse, l’inflazione elevata, la guerra in Ucraina e il rallentamento dell’economia cinese hanno colpito i mercati azionari, a peggiorare le cose si aggiunge la percezione dell’ affievolimento della «Fed pub», la banca centrale americana sembra meno disposta a venire in soccorso dei mercati finanziari o, perlomeno, non prima di aver ripreso il controllo delle aspettative dell’inflazione più alta degli ultimi quattro decenni. Nessuno può dire cosa accadrà domani ma un paio di punti fermi, cercando di andare oltre la lettura superficiale, li possiamo mettere. La prima considerazione è di natura economica: tutto gira attorno all’inflazione, le sue dinamiche non sono scritte sulla pietra e non sono rette da leggi naturali. A fine 2021 un panel di 36 analisti del settore privato stimava l’ inflazione al 4,9%, le previsioni dei banchieri centrali non sono state più precise.
Carlo Benetti, MilanoFinanza
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La Fed non accelera il giro di vite
La Federal Reserve prepara di certo due strette di mezzo punto percentuale ciascuna nei prossimi due vertici. Parola dei verbali dell’ultimo meeting a inizio maggio, quando ha già fatto scattare una stretta di 5o punti base, la più pronunciata in 22 anni. Non basta: la Fed, nell’urgenza di combattere l’inflazione, potrà anche decidere di arrivare in futuro ad una politica apertamente definita come «restrittiva», vale a dire che si spinga oltre la soglia di tassi neutrali, in grado né di stimolare né di danneggiare la crescita. Wall Street è parsa guadagnare terreno dopo il messaggio della Fed. Secondo alcuni analisti è stata rassicurata soprattutto dalla previsione di due strette di mezzo punto in arrivo a giugno e luglio, presa come conferma di scelta attese e che hanno minimizzato ipotesi di azioni più drastiche in agguato. Il chairman della Fed Jerome Powell aveva anticipato simili mosse fin dalla conferenza stampa al termine dello scorso vertice, ma avvertito che la Fed è pronta a fare sia di meno che di più se necessario.
Marco Valsania, Il Sole 24 Ore
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Lagarde: sì agli acquisti congiunti di energia
Già a marzo scorso aveva annunciato la creazione di una task force per gli acquisti congiunti, supportata dagli Stati membri per il tramite di un comitato direttivo. Entrerebbe in azione una squadra di negoziatori, supervisionata dalla Commissione, per trattare direttamente con i fornitori di gas alternativi alla Russia. Negli acuisti congiunti dovrebbe rientrare anche il gnl, il gas naturale liquefatto. Intanto, i gas che Mosca sta inviando all’ Europa attraverso l’Ucraina continua a mantenersi al di sotto della media di periodo, con punte del 40%. Anche ieri da Gazprom sono arrivati solo 44,15 milioni di metri cubi, secondo i dati pubblicati dal Gestore del sistema di trasporto del gas dell’Ucraina, che dal 10 maggio tiene chiuso uno degli snodi di afflusso del gas per ragioni di forza maggiore. Il motivo addotto da Kiev è che le forze di occupazione russe hanno iniziato a deviare i flussi, inpedendo lo svolgimento regolare delle attività. La situazione protratta sta complicando ulteriormente anche i rapporti commerciali tra Russia e Ucraina.
Angelica Romani, MilanoFinanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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