SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 22 LUGLIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Il ritorno del rischio-Italia
La caduta del governo e il rialzo dei tassi Bce fanno volare lo spread e riportano alla ribalta il problema della sostenibilità del debito. Ma non è ancora allarme rosso D a “quota cento”, la differenza minima di rendimento tra i titoli italiani e tedeschi, alla “sindrome di Atene”, con le obbligazioni italiane che rendono quanto quelle greche (e persino un filo di più, sulla durata a due anni). Nel mezzo, l’interruzione della stagione dei tassi negativi e lo tsumani della crisi politica. Incomprensibile per molti stranieri, che non capiscono come sia possibile fare a meno di uno statista come Mario Draghi. Così, come un decennio fa torna a salire il “rischio Italia”, mentre salgono alla ribalta le fragilità di sempre, a partire dal debito pubblico. Il primo termometro è il costo del Cds (Credit default swap) la “polizza” che per assicurarsi dal rischio-Paese: il “premio” un anno fa era a 75, ora è a 170…
Vittoria Puledda, Repubblica Affari&Finanza
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La bioeconomia mette la quinta
La bioeconomia si conferma comparto ad elevata resilienza. Dopo aver subito meno del complesso dell’economia l’impatto della pandemia nel corso del 2020, ha registrato, infatti, un significativo incremento lo scorso anno. In particolare, in Italia nel 2021 la bioeconomia ha registrato un rimbalzo dell’output pari al 10,6%, diffuso a tutti i settori, recuperando pienamente il terreno perso e raggiungendo 364,3 miliardi di euro, circa 26 miliardi di euro più del 2019. Si mantiene stabile l’occupazione, con 2 milioni di addetti. A rilevarlo sono gli esiti dell’ottava edizione del rapporto “La bioeconomia in Europa”, curato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Cluster Spring e Assobiotec – Federchimica, secondo cui lo scorso anno la bioeconomia, intesa come il sistema che utilizza le risorse biologiche, inclusi gli scarti, come input per la produzione di beni ed energia, ha confermato la sua rilevanza, generando in Francia, Germania, Spagna e Italia un output pari a circa 1.500 miliardi di euro, occupando oltre 7 milioni di persone…
Antonio Longo, Italia Oggi
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Gender gap, le imprese si mobilitano
Sessanta in Europa, 59 in Nord America, 67 in Sud America e così fino ai 197 dell’Asia del Sud. Sono gli anni necessari alla diverse aeree del mondo per colmare il gender gap. A calcolarlo è stato il World Economic Forum. Un dato che si spiega alla luce del fatto che nei posti di comando, sia pubblici che privati, attualmente siedono solo tre donne su dieci. Insomma il cammino è ancora lungo: in Italia un intervento decisivo è arrivato dall’entrata in vigore della certificazione di parità, prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, certificazione che proprio in questi giorni entra nella sua fase operativa Ricordiamo (si veda Il Sole 24Ore del Lunedì del 18 luglio) infatti che grazie a questa Certificazione le aziende potranno ottenere una serie di vantaggi economici diretti come i contributi previdenziali scontati del1’1%, fino a 50mila euro per azienda nel 2022, e vantaggi economici indiretti come i punteggi maggiorati in caso di partecipazione agli appalti pubblici. Fino ad arrivare ai vantaggi reputazionali. Uno stimolo concreto che sta spingendo in queste ore molte aziende a valutare il percorso della certificazione…
Serena Uccello, Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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