SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 21 LUGLIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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I fondi esteri avevano già scaricato i BTp
Tanta Bce, una bella fetta di banche (italiane) e pochi, sempre meno, investitori esteri. Studiare la mappa dei detentori dei BTp – la sua fotografia aggiornata, ma anche i cambiamenti subiti nel corso del tempo – può tornare di sicuro molto utile. Soprattutto quando si vogliono spiegare i movimenti di rendimenti e spread in una giornata campale come quella di ieri. La pattuglia è infatti in generale composta da soggetti sempre più stabili, a partire proprio da quell’Eurotower che ha fatto incetta di titoli di Stato italiani attraverso i diversi piani di riacquisto che si sono conclusi alla fine del mese scorso. Scorrendo i dati della Banca d’Italia aggiornati a fine maggio 2022, così come rielaborati da UniCredit Research, i forzieri di Francoforte custodivano BTp per 691 miliardi di euro, pari al 30,3% dell’ammontare complessivo dei titoli a medio-lungo termine emessi dal Tesoro. A questi vanno idealmente aggiunti ulteriori 81 miliardi detenuti dalla Banca d’Italia per finalità differenti da quelle legate ai piani di riacquisto Bce: partecipazioni più che stabili quindi…
Maximilian Cellino, Sole 24 Ore
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Tinagli: “Cambi sul Pnrr mettono a rischio il piano e la nostra credibilità”
“La mia preoccupazione sull’attuazione del Pnrr non è soltanto che non si riescano a rispettare milestones e target fissati per il prossimo 31 dicembre, con il rischio di perdere la rata collegata, ma più in generale che un cambio radicale di governo e di linea politica possa rimettere in discussione il processo di riforme e di investimenti legati al Piano di ripresa e resilienza. Se così fosse, sarebbe a rischio non solo una rata del Piano ma l’intero impianto del Pnrr che oggi, più che mai, diventa l’indice della nostra credibilità nell’Unione europea e anche la principale fonte di risorse per sostenere gli investimenti e la crescita economica nei prossimi mesi e anni”. Irene Tinagli, presidente della commissione Affari economici del Parlamento Ue e vicesegretaria Pd, vive “con sgomento” la crisi politica italiana da Washington, dove si trova per una missione della commissione che incontrerà le più importanti istituzioni finanziarie americane. Le abbiamo chiesto un punto di vista sulle principali partite in corso fra Italia e Ue, a partire dai rischi di attuazione del Pnrr…
Giorgio Santilli, Sole 24 Ore
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Mutui, prestiti e Btp: che cosa cambia
Mutui in prospettiva più cari. Una conseguenza diretta e proporzionale l’aumento del costo del denaro deciso da Francoforte lo avrà solo sui pochi mutui variabili indicizzati al tasso Bce: sono prodotti che, a parità di spread, tutte le banche sono tenute a offrire in opzione ai prodotti parametrati a Euribor ma che hanno riscosso scarso interesse. Per quanto riguarda invece i mutui legati a Euribor, il legame con le decisioni di Francoforte non è così immediato e comunque già da inizio mese hanno in parte scontato l’aumento. L’Euribor al mese, infatti, dal 1° luglio a ieri è santo da -0,51a -0,26 per cento; 11 parametro a tre mesi, considerato il tasso benchmark per i mutui, è passato da -0,18 a +0,13 per cento. Sono 31 centesimi, che però vanno sommati agli altri 40 registrati da inizio anno, quando l’Euribor a 3 mesi quotava -0,58. Su un mutuo da zoo mila euro a 30 anni per ogni 25 centesimi di punto l’aumento della rata è di circa 24 euro al mese (e quindi 48 se l’Euribor assorbisse tutti i 50 centesimi di rialzo); a 20 anni l’aumento è di 18 euro ogni 25 centesimi…
Gino Pagliuca – Andrea Rinaldi – Marco Sabella, Corriere della Sera
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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