SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 23 FEBBRAIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
***
Le borse temono l’escalation
Le borse mondiali camminano sul filo del rasoio tra i venti che soffiano a intermittenza dall’Est Europa. Da una parte gli investitori sperano che l’affondo di Putin nel Donbass e la risposta dell’Occidente con sanzioni finanziarie per ora mirate portino a una relativa stabilizzazione in Ucraina, come successe ai tempi della crisi della Crimea nel 2014. Dall’altra il rischio di un’accelerazione drammatica non è a probabilità zero e gli incidenti restano dietro l’angolo. Senza contare che rispetto ad altri eventi geopolitici importanti della storia recente c’è oggi una variabile impazzita, ovvero l’inflazione da record, spinta soprattutto dal caro energia e che le banche centrali, Fed su tutte, si apprestano a combattere. Così gli unici dati certi al momento rimangono la volatilità e lo scarso appetito al rischio.
Roberto Italia, Milano Finanza
**
Bce in pressing sulle banche più esposte. Gli affari con Mosca valgono 85 miliardi
La Banca centrale europea accelera negli stress test sugli istituti di credito dell’area euro più esposti alla Russia. Dopo aver avvisato le banche a metà gennaio ora chiede di fornire i dati più aggiornati possibile. Già entro la fine della settimana. Tre le realtà più esposte, secondo i dati della Banca dei regolamenti internazionale (Bri): Société Générale, Raiffeisen e UniCredit. Nella lista, anche Hsbc e Ing. Ora la Bce vuole vederci chiaro, sintomo che nuove sanzioni finanziarie stanno per arrivare.
Fabrizio Goria, Stampa
**
Il prezzo del gas vola
I venti di guerra infiammano il mercato energetico. Ieri, le quotazioni del gas naturale in Europa sono cresciute del 10%, a un passo dai 90 euro al megawattora. E il governo è pronto a gestire l’emergenza: “Il comitato tecnico di emergenza e monitoraggio si è già riunito più volte”, come ha ricordato ieri in una informativa alla Camera il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Nel ricostruire le ultime vicende, Cingolani ha sottolineato come il prezzo del gas naturale sia cresciuto dal gennaio 2021 “di oltre 4 volte”. Di conseguenza “il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso ha registrato valori record: nel dicembre scorso ha raggiunto la media mensile più elevata da quando è stata costituita la Borsa elettria, superando 280 euro al megawatt, rispetto ai 61 euro di gennaio 2021. Negli ultimi giorni i valori si sono attestati intorno ai 180-190 euro”. Una impennata che ha, secondo il ministro, diverse cause. A cominciare dal sorprendentemente rapida ripresa dell’economia globale dopo l’emergenza Covid. C’è poi la Cina, che per accelerare l’uscita del carbone sta diventando un grande consumatore di gas: “Dal 2005 a oggi è passata da 86 miliardi di metri cubi (quanto consuma un Paese come l’Italia) ai 370 del 2021 (il consumo di tutta l’Europa)”. Ma la crisi tra Russia ed Occidente ha fatto precipitare la situazione e rischia di comprometterla per i mesi a venire.
Luca Fraioli, Repubblica
***
Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”
