SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 21 MARZO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Il recupero dei listini dai minimi? Merito dei ribilanciamenti
Norges Bank, la Banca centrale norvegese che gestisce il gigantesco fondo sovrano da 1.300 miliardi di dollari, non poteva (e non può) restare sbilanciata. Dopo il forte crollo dei mercati azionari di fine febbraio inizio marzo, causato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni legate alle politiche delle banche centrali, non aveva altra scelta: per ripristinare il giusto mix tra azioni e obbligazioni nel suo gigantesco portafoglio, doveva (e probabilmente deve ancora completare l’opera) comprare azioni per qualcosa come 22 miliardi di dollari. Doveva farlo, per farsi trovare in regola con il bilanciamento del portafoglio alla “fotografia” che si scatterà a fine trimestre. E Norges Bank non è l’unica ad avere questo problema. Calcolava JP Morgan l’8 marzo scorso, che complessivamente i fondi bilanciati, i fondi pensione e i fondi sovrani sarebbero stati costretti a comprare azioni per un totale di 230 miliardi di dollari entro fine marzo solo per questo motivo: ribilanciare i portafogli…
Morya Longo, Sole 24 Ore
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Il boom del private equity e il mini contributo alle ipo
Il private equity ha conosciuto una delle sue stagioni migliori, grazie all’eccezionale boom di borsa. A livello globale, gli investitori istituzionali hanno impiegato in questa forma circa 8 trilioni di dollari, nonostante il rendimento complessivo negli Stati Uniti sia stato negli ultimi dieci anni solo di poco superiore ai principali indici di borsa, con costi e rischi nettamente più alti. Tanto che Goldman Sachs ha deciso di lanciare un fondo che investe solo in operatori del private equity, a riprova del fatto che è meglio investire in queste aziende che nelle quote del loro portafoglio. L’Italia non è da meno in fatto di crescita del business. Nonostante uno storico ritardo rispetto ad altri paesi, il settore ha raccolto 2,8 miliardi nel primo semestre 2021, il doppio dell’analogo periodo dell’anno precedente. Nel modello di business di questo settore, le operazioni di passaggio di proprietà e in particolare quelle di fusione e acquisizione rivestono sempre maggiore importanza rispetto agli investimenti nelle azioni di aziende in crescita, che dovrebbero poi sfociare nella quotazione di borsa…
Marco Onado, Sole 24 Ore
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Banca Generali tiene la rotta
Nessun arretramento. Il piano industriale di Banca Generali, che prevede di raddoppiare i dividendi del precedente piano nell’arco dei prossimi 4 anni, è confermato. Dopo annidi crescita record, proseguita nonostante la pandemia, il settore della consulenza finanziaria si trova a dover fare i conti con lo spettro della stagflazione, in cui al rallentamento economico si aggiunge l’aumento dei prezzi per carenza di materie prime e politiche monetarie espansive. L’industria della consulenza finanziaria “nei momenti difficili, ha dimostrato di saper reggere meglio dei canali bancari tradizionali e continuerà a fare bene”, spiega Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali che per rispondere alle preoccupazioni dei clienti ha risistemato l’offerta di polizze con protezione del capitale e di piani di accumulo. Riguardo allo scontro che si è aperto tra gli azionisti per la governance della controllante Generali, Mossa sottolinea le sinergie della banca con il piano presentato a dicembre dall’amministratore delegato Philippe Donnet…
Anna Messia, MF
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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