SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 18 MARZO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Asia, Usa, Brasile (e Milano): le Borse preferite dai gestori
L’incubo di una nuova guerra calata improvvisamente ai confini dell’Europa, dentro l’Europa, costringe anche gli investitori a fissare nuove coordinate. Chi è a distanza di sicurezza dall’epicentro del conflitto e si interroga su come proteggere i propri risparmi, oggi si trova a fare i conti con un panorama radicalmente mutato rispetto a inizio anno. A gennaio, infatti, in coro quasi unanime, i gestori dichiaravano una preferenza per i listini del Vecchio continente rispetto a quello americano, per almeno due ragioni: valutazioni più attraenti in termini relativi e maggiore esposizione ai titoli value, ciclici e a buon mercato, rispetto al mondo growth, ad alta crescita, come la tecnologia, preponderante a Wall Street e più vulnerabile ad un aumento dei tassi. Gli effetti L’invasione russa ha proiettato l’Europa al centro della nuova crisi: non solo per un tema di prossimità geografica…
Pier Emilio Gadda, L’Economia del Corriere della Sera
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Da Bernanke a Yellen: quando la curva dei tassi smentisce la Fed
“Il fatto che si sia invertita la curva dei tassi negli Stati Uniti, non significa che ci sia un pericolo economico”. Questa frase, che coincide con l’opinione di molti economisti oggi di fronte al quasi sorpasso dei tassi Usa biennali rispetto a quelli decennali, non è stata pronunciata ieri. Né negli ultimi giorni. Né nel 2022. Né nell’ultimo decennio a dire il vero. A dire quelle testuali parole fu Ben Bernanke, allora presidente della Federal Reserve, il 14 febbraio del 2007. State tranquilli – diceva – se la curva dei tassi si inverte non significa che arriverà la recessione. Peccato che la recessione arrivò nell’arco di 18-24 mesi, come storicamente l’inversione della curva prelude. Ogni volta che questa curva dei tassi si inverte parte lo stesso dibattito negli Stati Uniti…
My. L., Sole 24 Ore
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Congelati nei forzieri svizzeri 150 miliardi dei ricchi russi
Per dare un’idea del clima di sconcerto che si respira in Svizzera, dopo la decisione dello scorso 28 febbraio del Governo di Berna di seguire Ue e Stati Uniti nella politica di sanzioni alla Russia, è sufficiente leggere una notizia, pubblicata dal portale finanziario di Zurigo, Inside Paradeplatz. Il quale riferisce di una letteraccia che Migrosbank, l’istituto di credito legato alla catena di supermercati Migros, ha scritto a una propria cliente, colpevole di essere di origine russa. Alla donna è stata intimata la presentazione, entro 7 giorni, di un permesso di soggiorno valido per la Svizzera, pena il blocco del suo conto bancario. Per sua fortuna la signora aveva, nel frattempo, ottenuto la cittadinanza elvetica, di modo che a Migrosbank non è rimasto che inviarle una lettera di scuse. Il fatto è che, se fino a poche settimane fa ai sudditi di Putin, frequentatori di grandi alberghi, ristoranti stellati e delle boutiques griffate della Confederazione, veniva steso il tappeto rosso, oggi quelli che una volta erano clienti riveriti suscitano imbarazzo…
Franco Zantonelli, Repubblica Affari&Finanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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