SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 17 MARZO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Il paradosso della Fed
La domanda da un miliardo di dollari in questo momento è: come mai le Borse hanno reagito bene di fronte a una Federal Reserve che ha varato una delle manovre più restrittive della storia? Il 16 marzo il governatore Jerome Powell ha i) alzato i tarsi di 25 punti base; 2) annunciando altri sei potenziali rialzi nel corso dell’anno (quindi altri 150 punti base); 3) e poi stando ai dot plot, ovvero alle proiezioni sul futuro dei tassi offerte con voto in incognito da tutti i membri del comitato operativo della Fed, i tassi Usa potrebbero attestarsi in media all’1,9% a fine 2022 e al 2,8%a fine 2023. Non finisce qui. Powell ha anche reso noto che il 4 maggio (data del prossimo Fomc) potrebbe annunciare una riduzione del bilancio (quantitative tightening) andando a sgonfiare quella liquidità su cui letteralmente galleggiano oggi le Borse.
Vito Lops, Sole 24 Ore
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Terza stretta della BoE. Ora più cautela
La Banca d’Inghilterra (BoE) ha deciso come da attese di alzare il suo tasso di policy di 25 punti base portandolo allo 0,75%. E la terza stretta consecutiva sul costo del denaro, che torna così ai livelli pre-pandemia. La decisione ieri è stata sostenuta da otto dei nove membri del Comitato di Politica Monetaria. Il componente dissenziente del board avrebbe preferito mantenere i tassi invariati. A differenza di febbraio, non c’è stato alcun voto a favore di una stretta da 50 punti. La priorità a Londra resta la lotta all’inflazione.
Roberto Italia, Milano Finanza
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Nuova fiammata del petrolio
“Potrebbero volerci da pochi giorni a una settimana e mezza per trovare un accordo sui punti più controversi nel conflitto tra Russia e Ucraina”. Le parole del capo negoziatore di Kiev, Mykhailo Podolyak, espresse alla stampa polacca, rendono bene l’idea del clima di incertezza che ancora domina le cronache del conflitto, e che si è tradotto ieri in un’altra giornata all’insegna dalla volatilità per i mercati mondiali, alle prese anche con le reazioni alla stretta monetaria della Fed di mercoledì. Le vere protagoniste di giornata sono state ancora una volta le materie prime, dopo che l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) ha comunicato la possibilità di uno stop alle forniture di greggio russe che potrebbe interessare dal prossimo mese circa tre milioni di barili al giorno. Una perdita di offerta che sarebbe ben più grande del calo della domanda previsto, stimato in un milione di barili al giorno a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti. Per tutta risposta la quotazione dell’oro nero è tornata sopra i 100 dollari in entrambi i listini di riferimento: il Wti ha guadagnato oltre il 7,5% raggiungendo i 102,5 dollari, mentre il Brent è salito di quasi il 9% a 106,5 dollari.
Marco Capponi, Milano Finanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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