SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 19 OTTOBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Il rimbalzo perde fiato, le Borse tornano deboli
Dopo una serie di giornate di rimbalzo (Milano in 4 sedute aveva recuperato il 5,14%, l’indice Eurostoxx il 4,36% e Wall Street il 3,79%), ieri è tornata la fiacca sulle Borse. Che hanno chiuso deboli: Milano -0,22%, Parigi -0,43%, Francoforte -0,19%, Madrid -0,36%, Londra -0,17%. Si riaffaccia anche la volatilità che accompagna le preoccupazioni per inflazione e recessione.
Sole 24 Ore
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Tornano le vendite sui titoli di stato
A inizio settimana la stagione delle trimestrali bancarie di Wall Street aveva fatto da traino a un rimbalzo dei mercati nelle prime due sedute. Ieri però, nono- stante il maxi-rally di Netflix dopo i conti oltre le attese, sia sull’azionario sia sull’obbligazionario sono tornate con forza paure che sembravano archiviate. Due su tutte sono lo spettro di una recessione e il timore di rialzi dei tassi ancora più aggressivi delle banche centrali. Il primo campanello d’allarme è arrivato in mattinata, quando il dato sull’inflazione britannica ha indicato a settembre una crescita annua del 10,1%, sopra il 10% indicato dagli economisti e sui massimi da 40 anni. Come se non bastasse il carovita core, quello che esclude energia, cibo, alcol e tabacco, è salito al record storico del 6,5%. Numeri preoccupanti per la Gran Bretagna e per l’Europa: oltre all’ impatto dell’inflazione sulla tenuta economica del continente infatti un carovita sopra il 10% potrebbe spingere la Bank of England, nella prossima riunione di novembre, a spingere sull’acceleratore dei tassi d’Interesse, con un rialzo che ora molti analisti stimano in 100 punti base. Anche nell’area euro, nonostante la lieve correzione al ribasso dell’inflazione di settembre (dal 10% al 9,9% nella lettura definitiva) i dati provenienti da Londra hanno destato preoccupazione in vista del prossimo meeting Bce del 27 ottobre.
Marco Capponi, Milano Finanza
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L’emergenza energia prosciuga la manovra
Il libro dei sogni può attendere, di mantenere le promesse elettorali si parlerà forse dal prossimo anno: per ora niente flat tax e sulle pensioni solo un piccolo intervento, nessuna riforma strutturale. Perché i primi cento giorni del nascente governo, legge di bilancio inclusa, hanno ben impressa sulla copertina una unica grande priorità: le bollette. Bisogna abbassare i prezzi dell’energia per le famiglie e le imprese e frenare la fiammata dell’inflazione, per ridurrei danni sociali, evitare un calo del Pil più pesante di quanto ci si attenda.
Serenella Mattera, Repubblica
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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