SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 18 OTTOBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Mps ad alta volatilità, diritti in rimbalzo
Si attendeva un effetto rimbalzo per i diritti di opzione nell’aumento di capitale di Monte dei Paschi di Siena, e così è stato. Ieri il prezzo dei diritti ha registrato un’impennata del 38%, per assestarsi a o,93 euro, mentre le azioni sono rimaste sostanzialmente ferme (+0,13%), mantenendosi così sopra i 2 euro (2,01), soglia al di sotto della quale non è conveniente comprarle in aumento. I diritti come noto consentono di sottoscrivere le nuove azioni a 2 euro nel rapporto di 374 azioni ogni 3 diritti posseduti. Dopo il crollo di lunedì – quando le opzioni sono affondate del 91,43% sotto le vendite di chi voleva far cassa subito per schivare la partecipazione al rafforzamento – al secondo giorno dell’aumento di capitale Mps conferma in pieno le attese di movimenti fortemente erratici. A segnalare i rischi del resto era stata la stessa Consob che, in fase di autorizzazione del prospetto, aveva ribadito i rischi di “una forte volatilità” che potrebbe portare a una “sopravvalutazione del prezzo di mercato” rispetto al “valore teorico”.
Luca Davi, Sole 24 Ore
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S&P lancia l’allarme: i tagli ai rating ora superano i rialzi
Inflazione al galoppo, strozzature nelle catene di approvvigionamento, recessione in arrivo, ma soprattutto tassi più alti in prospettiva ancora a lungo. Sembrano ormai alle spalle i tempi d’oro che avevano consentito alle imprese di godere di condizioni di finanziamento estremamente favorevoli, e i nodi paiono proprio venire al pettine in questi ultimi mesi. A lanciare l’avvertimento sulla tempesta che minaccia il mondo corporate è S&P Global, mettendo in evidenza il calo delle emissioni a livello globale, ma soprattutto un sorpasso pericoloso: quello del numero dei declassamenti di rating, tomato negli ultimi mesi stabilmente a superare le promozioni in tutte le aree geografiche.
Maximilian Cellino, Il Sole 24 Ore
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Il bilancio Bce calerà di 1.800 mld
Il bilancio Bce potrebbe ridursi di 1.800 miliardi a fine 2023, scendendo a 7 mila miliardi (ovvero il 51% del pil dell’Eurozona) rispetto agli 8.800 miliardi attuali e dagli 8.700 di fine 2022 (65% del pil). E questa la stima di BofA, basata sull’impatto dei rimborsi delle banche dei rifinanziamenti Tltro e sul possibile inizio del quantitative tightening l’anno prossimo. Dopo gli aumenti (già iniziati) dei tassi di interesse, la riduzione del bilancio sarà il passo successivo per contrastare l’alta inflazione.
Francesco Ninfole, Milano Finanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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