SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 19 APRILE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Sgonfiata la bolla dei titoli sottozero: a livello mondiale ora vale 2.700 miliardi
Irricevibili. Tali vengono ormai considerati i bond a tassi negativi da parte degli investitori. Si tratta di una novità nel mondo della finanza comparsa nel 2014. Da allora questa sorta di bolla si è gonfiata fino a raggiungere lo scorso anno la cifra monstre di 18mila miliardi di dollari, quanto il Pil dell’Unione europea. Negli ultimi mesi però stiamo assistendo alla deflagrazione di questa bolla e ad oggi i bond con rendimenti sottozero – attraverso i quali il debitore riceve un interesse dal creditore anziché pagarlo – sono scesi a 2.700 miliardi di dollari. Non è da escludere visto l’andazzo che nelle prossime settimane questa fetta possa continuare a ridursi. Ad oggi la parte più consistente (circa 2.000 miliardi o l’80%) è composta da obbligazioni giapponesi. Sempre più residuale la “fetta” tedesca che lo scorso dicembre ammontava a 7mila miliardi e ora si è quasi del tutto erosa (siamo a 400 miliardi).
Vito Lops, Il Sole 24 Ore
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Flessibilità Bce in più strumenti
Tutti gli strumenti della Bce in linea teorica potranno essere rivisti verso una maggiore flessibilità. Non è detto che il principio sia applicato attraverso un solo meccanismo per contrastare la frammentazione dei tassi nell’Eurozona e per garantire la trasmissione della politica monetaria in tutti i Paesi. L’indicazione è contenuta in una frase al termine della dichiarazione introduttiva della presidente Christine Lagarde, che è la principale novità varata nell’ultima riunione della banca centrale: «II consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti gli strumenti nell’ambito del proprio mandato, in modo flessibile ove necessario, per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine».
Francesco Ninfole, Milano Finanza
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Tassi d’interesse e sofferenze: in arrivo l’onda della crisi ucraina
Gli effetti della nuova emergenza legata al conflitto in Ucraina si cominciano a riflettere sull’aumento dei tassi di interesse a famiglie e imprese, sulla consistenza dei depositi che riprendono a crescere e sull’andamento delle sofferenze nette bancarie, anch’esse in espansione. E’ quanto emerge dal bollettino mensile Abi diffuso ieri. Nel mese di marzo sono aumentati in modo sensibile i tassi sui nuovi mutui per l’acquisto della casa: sono passati all’1,6% dall’1,49% di febbraio con un rialzo, in un solo mese, di 11 punti base che non si registrava da anni. Il tasso medio sui nuovi mutui casa risale così ai massimo rispetto all’agosto 2019, quando si erano attestati all’1,7 per cento. Nel marzo di tre anni fa i tassi sui nuovi mutui erano all’1,87% e per ritrovarli sopra il 2% bisogna tornare addirittura alla fine del 2017.
Laura Serafini, Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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