SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 16 SETTEMBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
È la settimana della Fed
La Fed si avvia a un nuovo maxi rialzo dei tassi di interesse per cercare di combattere un’inflazione più ostinata delle attese che pesa sui portafogli degli americani e agita, in vista delle elezioni di novembre, Joe Biden. Mercoledì, perla terza riunione consecutiva, la banca centrale americana potrebbe aumentare il costo dello 0,75%. 0, ipotizzano alcuni analisti, addirittura spingersi oltre e procedere con una stretta da un punto percentuale. Un’azione quindi forte e decisa per mostrare l’impegno alla lotta al caro-vita anche a costo di spingere l economia verso un “hard landing”, ovvero una recessione.
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Gli effetti del rialzo dei tassi. Le banche mettono il turbo
Milleduecento milioni di euro in più nelle casse delle prime sei banche italiane, da qui a fine anno. È l’effetto dell’aumento dei tassi e di una stima di mercato basata sugli impieghi verso la clientela registrati alla fine del 2021. Con il secondo ritocco dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea all’inizio del mese e che è entrato in vigore il 14 settembre, cambia infatti profondamente il panorama di riferimento sul fronte dei tassi bancari, sia attivi che passivi. Era dal 2016 che il denaro costava praticamente zero (16 marzo) o addirittura implicava valori negativi. Una realtà cancellata dalle due manovre ravvicinate della Bce: a luglio i tassi sono stati aumentati dello o,5o per cento, ora di un ulteriore 0,75 per cento, decisione questa che porta il numero magico di riferimento (per ora) a 1,25 per cento.
Stefano Righi, L’Economia del Corriere della Sera
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Il dilemma criptovalute (Forse) più green, ma meno democratiche
A San Francisco, in pieno stile Silicon Valley, può capitare di scendere su un normale campo di tennis di Columbus Avenue, a due passi dal Caffè Trieste dove Mario Puzo scrisse il Padrino, e trovare un ragazzo 28enne in t-shirt che palleggia anche se si chiama Vitalik Butterin e ha una ricchezza valutata in 1,5 miliardi di dollari. Il suo patrimonio in realtà non è in biglietti verdi, ma in Ethereum, la cripto-moneta che ha contribuito a far nascere. Ma anche lui ha un problema: la guerra russa in Ucraina è arrivata anche a San Francisco. Non perché Butterin sia di origine russa: è nato in Canada e la sua famiglia fa parte di quella emigrazione in fuga dall’Unione sovietica. La guerra è arrivata a minare Ethereum partendo dalle fondamenta: il costo dell’energia. Scendere nelle miniere delle cripto-valute in generale è un processo lento ed energivoro. Il costo del conio è l’elettricità e non è un caso che dopo il bando della Cina alle fattorie di cripto-monete che mettevano in ginocchio le comunità locali, negli Stati Uniti si stia tomando ad usare l’energia idroelettrica delle cascate come quelle del Niagara (un’idea che ebbe in origine il genio Nikola Tesla alla fine dell’Ottocento durante la guerra della corrente con Thomas Edison). Ma non basta. Ecco perché le monete digitali, a partire dalla piattaforma Ethereum, stanno cambiando pelle, tra promesse future da mantenere e promesse del passato non mantenute.
Massimo Sideri, L’Economia del Corriere della Sera
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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