SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 15 SETTEMBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Mps, sì dei soci al maxi aumento
L’aumento di capitale da 2,5 miliardi per risanare e rilanciare il Monte dei Paschi può partire. Lo ha deciso ieri l’assemblea straordinaria della banca a Siena che si è tenuto nell’auditorium dell’istituto, per la prima volta in presenza dopo tre anni. II rafforzamento patrimoniale ha avuto il via libera da parte di oltre i due terzi del capitale totale di Mps, superiore al 98% di quello rappresentato in assemblea (65,92%). E con la stessa percentuale è passato anche il raggruppamento dei titoli con una nuova azione ordinaria ogni cento. Al netto della quota del Mef, pari al 64,2%, in assemblea era quindi presente meno dell’e% del capitale. Una quota che non stupisce perché il peso degli istituzionali in Mps è tra il 6 e l’8%. Ora si parte, anzi si accelera, dopo il via libera.
Grieco e Lovaglio, Il Corriere della Sera
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Bruxelles lancia la banca dell’idrogeno
Enrico Ajello, veronese, classe 1964, è stato nominato nuovo direttore generale di Consob con effetto immediato. Il manager ha prevalso tra i candidati selezionati da Egon Zehnder per ricoprire la carica lasciata più di due anni dal dimissionano Mauro Nori e ricoperta da allora ad interim dal vicedirettore generale, Tiziana Togna. L’incarico conferito dall’authority dura cinque anni. Ajello, che nella commissione ha già lavorato negli anni Novanta del secolo scorso, è stato a lungo (2004-2013) amministratore delegato di Bancoposta fondi Sgr e nel 2019 è stato poi nominato da Banca d’Italia commissario straordinario della Banca Popolare di Bari.
Andrea Pira, MilanoFinanza
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Il paradosso delle regole: per evitare nuove Lehman creano nuove Lehman
Possibile che le normative varate dopo il crack della Lehman Brothers, per evitare crisi sistemiche come quella scattata esattamente 14 anni fa (era il 15 settembre 2008), possano esse stesse causare una crisi sistemica? Sembra un paradosso, ma la realtà è proprio questa: se oggi c’è il rischio di crack tra le società energetiche, è proprio per la crisi di liquidità causata da normative pensate dopo Lehman, che hanno dato un grande ruolo alle controparti centrali (clearing house) e hanno aumentato il meccanismo delle garanzie. Ecco perché tra gli operatori è forte la convinzione che la Commissione europea e i Governi debbano intervenire al più presto. Fornendo liquidità con garanzie pubbliche alle società energetiche in crisi (cosa che vari Governi hanno fatto). E allargando il più possibile il ventaglio di titoli consegnabili in garanzia per i derivati. La domanda da porsi, però, è anche un’altra: vanno aggiustate le normative? Su questo fronte la Commissione Ue una piccola proposta l’ha avanzata: aumentare da 3 a 4 miliardi di euro la soglia minima – in termini di nozionale – per dover portare alle Clearinghouse le operazioni in derivati fuori-Borsa (Otc). Per capire se servano o non servano aggiustamenti alle normative, bisogna prima capire come queste regole – nello specifico il Regolamento Emir del 2012 – siano diventate un potenziale boomerang.
Morya Longo, Il Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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