SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 18 MAGGIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Usa, cadono i consumi e Wall Street subito crolla
Wall Street inciampa sulle spirali di inflazione e sugli spettri di recessione. I bilanci deludenti annunciati da grandi retailer americani, in un clima già segnato da drastiche strette di politica monetaria e da timori di crisi globale, hanno innescato nuove ondate di vendite sul mercato azionario. L’S&P 500, nel pomeriggio di ieri, ha battuto in ritirata del 3,6 per cento. Non è rimasto isolato. ll tecnologico Nasdaq, ricco di titoli considerati più volatili e a rischio, ha ceduto il 4,3%, invertendo bruscamente la rotta rispetto a recuperi tentati nella seduta precedente. II Dow Jones ha lasciato sul parterre oltre mille punti, il 3,2 per cento. La flessione sulla piazza americana, aggravatasi nella seconda parte della seduta, ha pesato anche sulle borse europee: l’indice pan-europeo Stoxx 600 è scivolato dell’1,1% e a Milano lo Ftse Mib ha perso lo 0,89 per cento. A trascinare i ribassi negli Stati Uniti sono stati i titoli del settore dei consumi discrezionali…
Marco Valsania, Sole 24 Ore
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Il rublo ai massimi degli ultimi cinque anni sull’euro
Mentre il sesto pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea nei confronti della Russia non trova un accordo, come ha spiegato ieri il Commissario europeo Paolo Gentiloni, il rublo continua a prendere forza sul dollaro. Questo grazie al gas e al petrolio degli Urali che Mosca continua a vendere a caro prezzo all’occidente. Secondo il database di Bloomberg Economics, la Russia incasserà nel 2022 la bellezza di 321 miliardi dalle esportazioni di energia, in aumento di un terzo rispetto al 2021 grazie soprattutto alla fiammata dei prezzi delle materie prime. Ieri sera la valuta americana scambiava a quota 62,12 sul rublo, in calo dell’1,2%, livello che ha visto nel 2020 e nel 2018…
Elena Del Maso, MF
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Orcel sonda l’estero per le nozze
Sfumati i matrimoni con Mps e con Banco Bpm, Unicredit avrebbe cominciato a guardare all’estero in cerca di un potenziale target. Nel radar sarebbe così tornata Commerzbank, l’istituto tedesco partecipato dallo Stato (che ha il 15%), che già in passato era stato oggetto di attenzioni da parte di piazza Gae Aulenti. Secondo quanto riportato ieri dal Financial Times, i due gruppi erano sul punto di avviare contatti per un’integrazione prima che la guerra in Ucraina congelasse il deal. Nel dettaglio, la controllata tedesca HypoVereinsbank avrebbe potuto fondersi con la banca guidata da Manfred Knof, dando così vita alla seconda banca tedesca con 785 miliardi di attivo, mille filiali e 48 mila dipendenti. Come detto, i contatti non rappresentano una novità assoluta per Unicredit. Il primo a studiare un merger fu Alessandro Profumo che, con la mediazione dell’ad di Mediobanca Vincenzo Maranghi, tentò il blitz nell’estate del 2001, ma falli…
Luca Gualtieri, MF
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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