SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 14 NOVEMBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Borse caute dopo il summit Biden-Xi
Le prove generali di disgelo tra Stati Uniti e Cina hanno ottenuto una reazione cauta da parte dei mercati, che ora aspettano di capire se alle parole dei due leader, Joe Biden e Xi Jinping, seguiranno i fatti. Ieri i capi di Stato delle due potenze si sono incontrati a Bali in occasione del G20: si è trattato di un vertice storico, il primo da quando Biden risiede alla Casa Bianca dopo la presidenza di Donald Trump, che aveva portato i rapporti con Pechino ai minimi storici. Su alcuni punti i presidenti hanno trovato una convergenza, ribadendo ad esempio la necessità di non innescare una nuova guerra fredda e l’intenzione di opporsi in ogni modo all’escalation nucleare in Ucraina. Anche la visione di fondo delle relazioni trai Paesi sembra essere allineata. Se Biden ha sottolineato l’urgenza di «gestire la competizione tra potenze», conseguenza del fatto che Usa e Cina sono «le principali economie del mondo», Xi gli ha fatto eco evidenziando la propria determinazione a «tenere aperte del linee di comunicazione tra i governi, perché i nostri Paesi hanno tante cose da affrontare».
Marco Capponi, Milano Finanza
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Panetta (Bce): la stretta non sia troppo aggressiva
La politica monetaria della Bce deve essere più restrittiva che in passato per evitare che l’alta inflazione si radichi nell’Eurozona, ma «sarebbe sbagliato bacare un inasprimento aggressivo su ipotesi che non possono essere dimostrate in modo definitivo». Lo ha osservato ieri a Firenze il membro del comitato esecutivo Bce Fabio Panetta. «Le conseguenze di eventuali errori potrebbero non essere percepibili oggi, ma diventerebbero evidenti col tempo. A quel punto potrebbe essere troppo tardi per invertire del tutto la rotta». Panetta ha respinto così l’idea per cui l’eventuale danno di una politica monetaria troppo restrittiva sia inferiore a quello di una strategia meno rigida (poiché quest’ultima richiederebbe in seguito sforzi maggiori per tenere a bada l’inflazione). Il banchiere centrale ha invece evidenziato che «una stretta eccessiva non è consigliabile» perché potrebbe creare problemi duraturi alla domanda e al Pil.
Francesco Ninfole, Milano Finanza
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Criptovalute nel caos: la Sec finge di dormire
Nessun dorma! Questo sembra essere diventato oramai l’invito categorico che, dopo la bancarotta di Ftx, operatore in cripto attività, viene rivolto alle autorità di controllo sui mercati finanziari americani, a partire dalla Sec. Ma la Sec ha davvero dormito? La risposta è: non più di altre volte. Perché dormire fa parte di una strategia ben collaudata: tollerare l’innovazione, anche se può produrre rischi, perché le eventuali perdite di pochi educano tutti gli altri sull’importanza delle regole. Purché i pochi non diventino troppi. A quel punto, il regolatore interverrà. La bancarotta di Ftx rappresenta solo il caso più recente di un fenomeno che da sempre caratterizza l’interazione tra regolatori, da un lato, e operatori regolati dall’altro. È una dinamica di azione e reazione, in cui di solito l’azione parte dagli operatori, ed è rappresentata da un’innovazione.
Donato Masciandro, Sole 24 Ore
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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