SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DELL’11 NOVEMBRE 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Fmi Italia sotto esame
Le nubi intorno all’economia globale sono “sempre più numerose e cupe”. E il Fondo monetario internazionale (Fmi) lancia l’allarme su Italia e Germania, le due realtà più vulnerabili fra i Paesi del G20, che si apre oggi a Bali, in Indonesia. Il messaggio è perentorio: la recessione sta arrivando con un ritmo più veloce del previsto. Inoltre, potrebbe essere più lunga delle proiezioni. Preoccupa l’inflazione, oltre le stime e con una persistenza significativa. Ma c’è timore anche per le conseguenze dei rialzi dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali.
Fabrizio Goria, Stampa
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Wall Street batte i tassi e torna a correre
Spiegava un operatore di Wall Street come la Borsa fosse un pallone tenuto forzatamente sott’acqua: basta poco per liberarlo e farlo schizzare in alto. Questo diceva venerdì 4 novembre, quando, davanti a nuovi occupati superiori al previsto, l’indice SeP è salito dell’1,4%. Ma come, non si raccontava che le buone notizie per l’economia erano cattive per la Borsa, perché così la Fed avrebbe seguitato con maggior decisione nella stretta monetaria? Incurante dei rendimenti in aumento sul mercato dei titoli di Stato, Wall Street ha proseguito il rialzo e lunedì scorso saliva tutto: azioni, rendimento del Treasury decennale oltre il 4,21%, l’oro, il petrolio e persino il cambio euro-dollaro, che dovrebbe invece essere penalizzato se i tassi d’interesse saliranno più in alto e alti resteranno più a lungo, come aveva fatto chiaramente capire Jerome Powell. C’era troppo pessimismo sul mercato, spiegavano altri operatori. Ma il motivo per cui Wall Street debba salire proprio in coincidenza di più occupati del previsto, oppure di un’inflazione più tenace delle previsioni, com’era avvenuto un mese fa, resta un mistero.
Walter Riolfi, L’Economia del Corriere della Sera
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Fintech meno banche più tecnologia
L’acceleratore è stato la pandemia, perché il sentiero della trasformazione digitale era segnato. Le banche avevano già intuito la necessità di trasformare loro stesse per governare la profonda rivoluzione indotta dai sistemi di pagamento alternativi e in questo modo rimanere più vicini alla propria clientela, abbattendo antichi steccati che vedevano la centralità della filiale e il sacro rispetto dell’orario di lavoro. L’Osservatorio Banca Impresa 2030, nato nel 2018 in seno all’università Liuc di Castellanza, si era dato dodici annidi tempo per vedere compiuta la metamorfosi. Ne basteranno meno della metà. I due anni di pandemia hanno reso urgente e necessario ciò che in precedenza veniva considerato solo come sussidiario e anche la lenta Italia, Paese resistente ai cambiamenti, ha saputo adeguarsi sorprendendo se stessa.
R.L.E., L’Economia del Corriere della Sera
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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