SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 13 LUGLIO 2022
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Wall Street non si scompone
Volatilità in calo, dollaro in discesa e Nasdaq in leggero rialzo. In pochi avrebbero scommesso su questa reazione degli asset finanziari dinanzi al peggiore dato da 4o anni sull’inflazione statunitense (salita al 9,1% a giugno) che difatti spiana la strada a un maxi-rialzo dei tassi a fine mese da parte della Federal Reserve. Stando al FedWatch tool – uno strumento di calcolo elaborato dal Cme di Chicago per misurare le probabilità sulle prossime manovre della riserva federale – lo scenario di un rialzo da 100 punti base (che porterebbe il costo del denaro in un range compreso tra il 2,5% e 112,75%) ha superato (67,8%) quello di una stretta da 75 punti base (32,2%). Eppure, nonostante tutto ciò, i mercati azionari hanno “tenuto botta” con l’indice S&P 500 inchiodato al supporto dei 3.800 punti.
Vito Lops, Sole 24 Ore
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Cdp al fianco di Borsa per il mercato dei capitali
L’Italia vista dai finestroni della medievale Church House, dietro l’abbazia di Westminster, a Londra, è un paese migliore di quello che sembra: attrae sempre più investimenti esteri, ha migliori prospettive economiche di molti paesi europei. Rimangono, tuttavia, ataviche storture da sanare: in primis il divario tra l’industria, dove Italia è un gigante; e la finanza, dove invece il paese è ancora quasi un nano e questo rallenta l’economia. Con uno sforzo prospettico che guarda oltre la congiuntura, Borsa Italiana, da un anno confluita in Euronext, dopo l’uscita dall’orbita del London Stock Exchange, sta lavorando per essere più appetibile: il nuovo amministratore delegato Fabrizio Testa, che ha preso il posto del decano Raffaele lerusalmi, ha annunciato lo snellimento delle procedure di quotazione, eliminando il doppio processo per i prospetti informativi. Accanto al “mercato pubblico”, l’altra gamba che finanziale imprese, spesso in concorrenza perché le paga di più, è quella del private equity, dei capitali privati.
Simone Filippetti, Sole 24 Ore
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Il Canada alza i tassi dell’1 %
La Bank of Canada ha alzato il tasso di riferimento di un intero punto percentuale, cioè 100 punti base, e ritiene necessarie altre strette monetarie per ridurre l’inflazione. Il tasso overnight è stato portato dall’1,50 al 2,50%: si tratta del più grande rialzo una tantum dal 1998, quando i funzionari avevano cercato di rafforzare la valuta domestica durante le crisi finanziarie in Asia e Russia. La decisione a sorpresa della banca centrale segue due incrementi del tasso di mezzo punto in aprile e giugno e una stretta da 75 punti base il mese scorso da parte della Federal Reserve. L’inflazione su base annua in Canada è salita in maggio del 7,70%, al massimo degli ultimi 39 anni.
Italia Oggi
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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